ACQUALATINA, I CINGHIALI E LA POZZANGHERA DI BESSON

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CINGHIALE

Lunedì si riunisce Ato 4 per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione di Acqualatina. I risultati di Formia ed Aprilia peseranno non poco sul futuro dell’intera partita. Un eventuale rafforzamento del centro destra (improbabile a Formia) rafforzerebbe la società e tutto il sistema di potere ad essa collegato. Viceversa, il percorso della pubblicizzazione del ciclo delle acque ne trarrebbe vantaggio. La Class Action, se accolta, causerebbe ad Acqualatina un serio problema di cassa per le partite pregresse ed il ristoro degli utenti per la trascorsa crisi idrica. Gli utili conseguiti nel 2017 raggiungono gli 11 milioni di euro. Nei mesi trascorsi il gestore ha realizzato interventi di risanamento della rete, nei punti più ammalorati (tratto ospedale – piazza Risorgimento; Via della Conca, ecc.). Bisognava farlo molto prima piuttosto di programmare ulteriori apporti di acqua (pozzi, collegamento Cellole Minturno). Nel frattempo vanno avanti i lavori per la realizzazione di altri pozzi all’Acervara. Resteranno depositi strategici, al momento non utilizzabili per via del rischio dell’incuneamento di acqua marina. In sostanza questi pozzi serviranno a ben poco. Sarebbe stato più utile ricaptare le sorgenti di Mazzoccolo e Capodacqua. La sorgente di Capodacqua ha una portata di 1200 litri/secondo (Maggio 2018) ma ne vengono captati ed utilizzati solo 400, gli altri 800 finiscono in mare. Dunque si conferma il dato che di acqua ce n’è ma servirebbe solo ricaptarla meglio ed aggiustare le reti. Il collegamento da Cellole è un’altra bella “pappata” di risorse che servirà a nulla. Si spera che quel progetto venga rivisto anche perchè doveva entrare in attività proprio per questa estate.

Raimondo Besson, durante un incontro, ebbe a minimizzare la perdita del serbatoio di Sant’Antonio definendola una pozzanghera. Ebbene, sembrerebbe che si siano decisi ad individuare la perdita con l’uso di droni ed immagini all’infrarosso. Nel frattempo l’acqua continua a scorrere, favorendo una rigogliosa crescita della vegetazione. Acqua e piante hanno attirato i cinghiali che scendono dalla montagna per abbeverarsi e scavare fresche e prelibate radici. Sono stati visti razzolare a valle della linea ferroviari a qualche decina di metri dalla “pozzanghera”. Ci siamo avventurati lungo il costone per verificare l’entità della perdita del serbatoio. Si tratta di un’opera realizzata alla metà degli anni ’80 (5000 mc.) dal Consorzio Acquedotti Riuniti degli Aurunci per il quale, il Comune di Formia, in seguito ad una sentenza della Cassazione, ha dovuto corrispondere ai proprietari del terreno ben 500 mila euro. La campagna elettorale si è trascinata con molto disincanto, scarsa conoscenza dei problemi e relative soluzioni. Bisogna andare a votare ed impedire che il sistema di potere di Acqualatina si consolidi. Serve a poco aprire uffici presso il comune di Formia. Decisivo è invece acquisire dati, tampinare Acqualatina, confutarne le iniziative farlocche, non darle tregua per la qualità del servizio, sollecitare Regione e Comuni affinchè si realizzi la completa pubblicizzazione del ciclo delle acque. F.C.

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