Nella foto Giovanni Berlinguer nella sezione del PCI di Formia nel 1983. Segretario Regionale del PCI, era venuto a Formia per presiedere la Conferenza Regionale sull’Ordine Pubblico che si tenne in seguito a gravi episodi di intimidazione contro alcuni consiglieri comunali del Partito. Da sinistra a destra: Luigi Scotti, Sandro Bartolomeo, Giovanni Berlinguer, Domenico Matarese, Vincenzo Recchia, Mario Berti, Benedetto Di Rocco, Francesco Carta; in seconda fila sempre da sinistra a destra: Franco Masserano, Fulvio Farinella, Simeone (Zigoni), Mario Bianchini, Achille Fasolo, Marcello Lucciola, Mario Ricci.
ROMA – È morto nella notte a Roma Giovanni Berlinguer. Aveva 90 anni. Nato a Sassari il 9 luglio 1924, figlio dell’avvocato e politico Mario, fratello del leader comunista Enrico, è stato un medico e un deputato per tre legislature con il Pci.
Il feretro è stato accolto in Campidoglio dove oggi, dalle 18 alle 20, e domani, dalle 8 fino alle 20, sarà allestita la camera ardente nella sala della Protomoteca. I funerali si terranno mercoledì 8 aprile alle 10 nell’aula magna della facoltà di Lettere dell’università Sapienza.
La vita. Dall’inizio degli anni Cinquanta, Giovanni fu insieme al fratello Enrico una delle più note personalità del Partito comunista italiano. Da studente, fu segretario e presidente della Uis (Unione Internazionale Studenti) fra il 1949 ed il 1953.
Dal 1965 sino al 1969 Giovanni Berlinguer fu consigliere provinciale di Roma. Sempre nel 1965 divenne membro – sino allo scioglimento – del comitato centrale del Pci, nelle cui liste venne eletto deputato nel 1972, nel 1976 e nel 1979. Nel 1983 fu eletto al Senato a Iglesias. Fu confermato nel 1987 in Toscana. Ancora nel 1983 divenne consigliere del Comune di Roma, carica ricoperta sino al 1985.
Personalità di primo piano della cultura italiana, Giovanni Berlinguer contribuì con la sua attività di docente di medicina sociale e con i suoi libri a diffondere la cultura scientifica e all’analisi critica del sistema sanitario italiano. Fu eletto nel 1999 Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana e nel 2001 ricevette la Medaglia d’Oro ai benemeriti della Cultura e dell’Arte.
Nel maggio 2007, dopo lo scioglimento dei Ds che porterà alla nascita del Partito democratico, lasciò il partito e aderì a Sinistra Democratica di Fabio Mussi. Fino al maggio 2009 fu deputato al parlamento europeo di Strasburgo, come componente del gruppo del Partito socialista europeo (Pse).
Il cordoglio. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricorda, in un messaggio ai familiari, “la limpida figura” di Giovanni Berlinguer: “Personalità brillante e dotata di alto senso morale – scrive il capo dello Stato – medico di grande valore, seppe unire nella sua lunga carriera, – che lo vide più volte in parlamento – passione civile, rigore scientifico e senso di profonda umanità”.
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi – anche nella sua qualità di leader del Partito democratico – esprime il suo cordoglio ai familiari per la scomparsa di Giovanni Berlinguer, “affilata coscienza critica della sinistra italiana ed europea, uomo di scienza mite e appassionato che tanto ha contribuito al dibattito culturale e politico del Paese”.
In una nota, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sottolinea: “Con la morte di Giovanni Berlinguer perdiamo un punto di riferimento, un politico di valore e un uomo di cultura dalla profonda umanità. Voglio esprimere il mio sentimento di profondo cordoglio e quello della Regione Lazio ai suoi familiari”.
Su Twitter, è il leader di Sel, Nichi Vendola, a scrivere: “Una persona di sinistra mite ma combattiva, curiosa del futuro, non sopportava i pregiudizi. Per lui scienza e politica erano e dovevano essere al servizio del bene comune. Un bella persona. Ciao Giovanni #Berlinguer”.
n una nota, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, dichiara: “Da studente di medicina, negli anni Settanta, conoscevo bene il suo lavoro e la sua passione nel diffondere l’importanza dei valori della scienza nella nostra società. Ammirai la caparbietà con cui si impegnò a sostenere la legge sulla chiusura dei manicomi e ne parlammo molte volte quando divenni presidente della commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale del Senato e mi occupai della chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari. La vicinanza del Campidoglio alla famiglia è massima e ospiteremo qui la sua camera ardente oggi e domani”.
Per il presidente del Senato, Pietro Grasso, “Giovanni Berlinguer ha portato in politica e nelle aule parlamentari il rigore etico dell’uomo di scienza. Seppe coniugare una intensa carriera politica ad una importante vita accademica che gli fruttò diversi riconoscimenti”. E il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, aggiunge: “Una scomparsa che addolora. Con lui perdiamo un protagonista della storia politica e culturale del nostro paese. E’ doveroso ricordare la sua lunga esperienza al servizio delle istituzioni, in italia e in europa, e la sua straordinaria passione. Il suo impegno civile e la sua umanità rappresentano un esempio e un punto di riferimento per tutti noi”. (Repubblica 04 07 2015)

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