Ognuno indossa le scarpe che desidera…
Sono stato convocato alla stazione dei carabinieri di Formia per essere identificato ed informato della querela che Maurizio Costa ha presentato nei miei confronti; mi sono riservato di presentare una memoria scritta degli accadimenti che mi riguardano. Si tratta di una querela per diffamazione. La calunnia non c’è. Chissà perchè, mi chiedo, ma questo lo sapremo più in là quando scemerà il polverone. Sì, è vero, ho dato del vile a Maurizio Costa ma dopo aver espresso meraviglia per il suo comportamento. E’ il segno questo che ne avevo una considerazione diversa. Maurizio Costa, assistito da Pasquale Cardillo Cupo, non ha esitato un attimo nel recarsi dai carabinieri e presentare querela. Naturalmente non è per l’aggettivo rivoltogli ma per la gravità delle cose che lo avrebbero visto protagonista e che ho riportato nel mio articolo pubblicato sul sito del Partito Democratico ma non inviato agli organi d’informazione. La consigliera della lista civica “Ripartiamo Insieme” Cupo Miriam si è affrettata a smentire ogni pressione o minaccia ricevuta. Ne prendo atto.
In questa circostanza Pasquale Cardillo Cupo così commenta il tutto:”«Ringrazio pubblicamente l’avvocato Miriam Cupo per aver, con assoluta onestà intellettuale, subito contattato il sottoscritto, Maurizio Costa e la stampa per smentire ufficialmente e categoricamente quanto riportato da un Giullare di oramai oltre 60 anni. Ora indosso al posto delle scarpe i cingolati del carro armato che tengo in armadio per le occasioni migliori e mi scateno per avanzare nei confronti di quanti hanno calunniato gratuitamente ed in perfetta mala fede la mia persona e quella del mio amico Maurizio Costa una richiesta di risarcimento danni morali e di immagine, oltre ad una quantomai meritata sanzione penale.
Pensate:” un Giullare di oramai oltre 60 anni. Ora indosso al posto delle scarpe i cingolati del carro armato che tengo in armadio per le occasioni migliori e mi scateno…”
Per quanto mi riguarda sono sereno perchè mai avrei immaginato che non si potesse riferire, peraltro usando il condizionale, cose ascoltate in un contesto praticamente pubblico data la presenza di moltissime persone ((riunione di maggioranza di Lunedì 4 Febbraio 2014 allorquando il Sindaco ha chiesto al consigliere Miriam Cupo, ricevendone il consenso, se si poteva parlare dell’accaduto di cui la stessa ha poi abbondantemente confermato e riferito ). Ho preferito non rispondere nè commentare le dichiarazioni, allo stesso tempo miserabili e ridicole, di Cardillo Cupo. Ho ritenuto di non rilasciare alcuna dichiarazione ad Adriano Pagano, che pure me le ha chieste, deludendone le aspettative di mettere altra carne a cuocere. A differenza di Cardillo Cupo io indosserò scarpe normali per tornare dai carabinieri e consegnare la memoria scritta. E lo farò senza clamore, senza sottrarmi alla responsabilità del mio operato, quella responsabilità che qualcun altro, non il sottoscritto, non ha avuto il coraggio di assumere. Francesco Carta

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