CONTRASTO AL CORONAVIRUS: CRONACA DI RIFLESSIONI

https://youtu.be/af3YAP6TBmk
CORONA VIRUS: se al Leone si accompagna la Scimmia, siamo fregati!
Scriverò qualcosa nel pomeriggio 3 Marzo 2020

CORONA VIRUS: SE IL LEONE S’ACCOMPAGNA ALLA SCIMMIA SIAMO IN TRAPPOLA – 3 Marzo 2020

Dunque ho proposto una lettura del Coronavirus come quella di un virus temibile ma allo stesso tempo fesso, che s’è fatto leone a causa dei nostri atteggiamenti. Ora però la metafora si sposta sulla scimmia, ovvero la persona che invece di affrontare col cervello quel che accade, soccombe allo stato primordiale del primate: angoscia, psicosi, aggressività nei confronti dei simili, specie quando qualcuno commette errori di comportamento come ha fatto la Signora venuta da Cremona. Certo ha sbagliato, non doveva andare al Punto di Primo Intervento di Minturno e poi raggiungere il Pronto Soccorso di Formia. Non ha detto chiaramente da dove veniva? Non sapeva della direttiva di non recarsi in ospedale? Lo sapeva ma ha avuto paura? Oppure ha sottovalutato il problema? Tante persone, spesso anche colpite da infarto, minimizzano, non riconoscono la sintomatologia, hanno paura e così arrivano in ospedale con ritardi mostruosi.

Bene, la Signora ha sbagliato ma da ciò a finire triturata nelle chat delle scimmie primordiali che hanno prima messo la sua foto con epiteti irripetibili e poi hanno dato i numeri sui propri comportamenti, non è giusto. Ecco la psicosi, l’angoscia, la paranoia, ci hanno riportato alle condizioni delle scimmie. E c’è poco da fare, malgrado il progresso, torna la storia della “colonna infame” di Alessandro Manzoni: dalli all’untore che avrebbe avuto l’unguento giallo dal barbiere Gian Giacomo Mora (i barbieri esercitavano in modo improvvisato alcune pratiche mediche e preparavano vari intrugli a base di erbe medicinali). E non si riesce a capire che più siamo in paranoia, più abbiamo paura e peggio è.

Avevo una boccetta di Amuchina, per giunta scaduta da un anno, quando l’ho data via ho visto che neanche un ricco dono natalizio avrebbe suscitato tanta gioia e gratitudine. E poi questa storia di lavarsi le mani, che andrebbe fatto normalmente, anche senza il coronavirus, almeno quando si tocca il cibo. E anche in questi casi, laddove fa capolino l’ansia (per non dire l’ossessione), le mani a forza di essere lavate cominciano a screpolarsi. Nessuno avverte che quando si lavano le mani col sapone, si scioglie il film lipidico sulla pelle e, se questo non si riforma, la cute diventa una ottima porta d’ingresso per microbi ed allergeni. Bisognerebbe aggiungere che oltre a lavarsi le mani sarebbe opportuno anche mettere un po’ di glicerina.

Hanno chiuso le scuole, ma subito dopo le hanno riaperte ma così facendo alimentano la confusione. Riusciremo a piegare il virus e la viromania, ma nel frattempo restiamo coi piedi per terra e teniamo a bada la scimmia che è in noi. E’ già accaduto perdere la testa, prendendocela con poveri disgraziati come quelli della colonna infame che fu poi demolita ma la cui lapide è conservata nel castello sforzesco. I giudici di Milano vollero a tutti i costi trovare un colpevole per la sciagura della peste e agirono quindi sulla spinta del furore popolare e dell’iniquità, mentre se avessero applicato correttamente le leggi (in uso all’epoca) non sarebbero mai giunti a far condannare degli innocenti per dei fatti manifestamente assurdi.
Ecco il testo della lapide tradotto dal latino
QUI, OVE S’APRE QUESTO LARGO,
SORGEVA UN TEMPO LA BOTTEGA DEL BARBIERE
GIAN GIACOMO MORA
CHE, ORDITA CON IL COMMISSARIO DELLA PUBBLICA SANITÀ GUGLIELMO PIAZZA
E CON ALTRI UNA COSPIRAZIONE,
MENTRE UN’ATROCE PESTILENZA INFURIAVA,
COSPARGENDO DIVERSI LOCHI DI LETALI UNGUENTI
MOLTI CONDUSSE AD UN’ORRENDA MORTE.
GIUDICATI ENTRAMBI TRADITORI DELLA PATRIA,
IL SENATO DECRETÒ’
CHE DALL’ALTO DI UN CARRO
PRIMA FOSSERO MORSI CON TENAGLIE ROVENTI,
MUTILATI DELLA MANO DESTRA,
SPEZZATE L’OSSA DEGLI ARTI,
INTRECCIATI ALLA RUOTA, DOPO SEI ORE SGOZZATI,
BRUCIATI E POI,
PERCHÉ DI COTANTO SCELLERATI UOMINI NULLA AVANZASSE,
CONFISCATI I BENI,
LE CENERI DISPERSE NEL CANALE.
PARIMENTI DIEDE ORDINE CHE
AD IMPERITURO RICORDO
LA FABBRICA OVE IL MISFATTO FU TRAMATO
FOSSE RASA AL SUOLO
NÉ MAI PIÙ RICOSTRUITA;
SULLE MACERIE ERETTA UNA COLONNA
DA CHIAMARE INFAME.
LUNGI ADUNQUE DA QUI, ALLA LARGA,
PROBI CITTADINI,
CHE UN ESECRANDO SUOLO
NON ABBIA A CONTAMINARVI!
ADDÌ I AGOSTO 1630
(sen. Marcantonio Monti prefetto della pubblica sanità
Giovambattista Visconti capitano di giustizia)

Non spaventiamoci: 8 Marzo 2020

i dati dell’Istituto Superiore di Sanità ci dicono cose che già sapevamo. L’influenza storica (non da Corona) non è pericolosa per gli anziani? Affetti da una o più patologie croniche? Non si raccomanda di fare il vaccino a novembre? Certo il Corona è più pericoloso e noi siamo indifesi ma le modalità di trasmissione sono le stesse e dunque massima attenzione all’igiene e agli assembramenti (che vanno in ogni caso evitati).
Questa epidemia la piegheremo, anche se i costi, prima ancora di essere in vite umane (con tutto il massimo rispetto), lo saranno nelle condizioni economiche delle famiglie. Dai dati raccolti dall’ISS risulta che “complessivamente, l’15.5% del campione presentavano 0 o 1 patologie, il 18.3% presentavano 2 patologie e 67.2% presentavano 3 o più patologie. La comorbidità più rappresentata è l’ipertensione (presente nel 74,6% del campione), seguita dalla cardiopatia ischemica (70,4%) e dal diabete mellito (33,8%). Il tempo mediano dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale è stato di 5 giorni e la mediana del tempo intercorso tra il ricovero e il decesso è stato di 4 giorni”

CS dell’ISS 5 marzo 2020:
N°15/2020 Studio ISS Su 105 deceduti con Covid-2019, età media 81 anni e patologie preesistenti in due terzi dei casi

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a COVID-2019 è 81 anni, sono in maggioranza uomini e in più di due terzi dei casi hanno tre o più patologie preesistenti. Lo afferma una analisi sui dati di
105 pazienti italiani deceduti al 4 marzo, condotta dall’Istituto Superiore di Sanità, che sottolinea come ci siano 20 anni di differenza tra l’età media dei deceduti e quella dei pazienti positivi al virus.

Il Report riguarda 73 pazienti deceduti in Lombardia, 21 in Emilia Romagna, 7 in Veneto e 3 nelle Marche, ed è basato sui dati ottenuti tramite la compilazione di un questionario sviluppato ad hoc ai fini della rilevazione dei casi di morte. L’età media dei pazienti presi in esame è 81 anni, circa 20 anni superiore a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione, e le donne sono 28 (26.7%). La maggior parte dei decessi 42.2% si è avuta nella fascia di età tra 80 e 89 anni, mentre 32.4% erano tra 70 e 79, 8.4% tra 60 e 69, 2.8% tra 50 e 59 e 14.1% sopra i 90 anni. Le donne decedute dopo aver contratto infezione da COVID-2019 hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediana donne 83.4 – età mediana uomini 79.9).

Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3.4 (mediana 3, Deviazione Standard 2.1). Complessivamente, l’15.5% del campione presentavano 0 o 1 patologie, il 18.3% presentavano 2 patologie e 67.2% presentavano 3 o più patologie. La comorbidità più rappresentata è l’ipertensione (presente nel 74,6% del campione), seguita dalla cardiopatia ischemica (70,4%) e dal diabete mellito (33,8%). Il tempo mediano dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale è stato di 5 giorni e la mediana del tempo intercorso tra il ricovero e il decesso è stato di 4 giorni.

“Anche se preliminari, questi dati confermano le osservazioni fatte fino a questo momento nel resto del mondo sulle caratteristiche principali dei pazienti – commenta il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro -, in particolare sul fatto che gli anziani e le persone con patologie preesistenti sono più a rischio. Si tratta di persone molto fragili, che spesso vivono a stretto contatto e che dobbiamo proteggere il più possibile”.

Umberto Galimberti sul Coronavirus

Efficacia di Clorochina, Remdesivir e dello Tocilizumab sulla polomonite da Corona virus. Li hanno testati in Cina e ci sono già evidenze scientifiche positive. Due pazienti intubati, presso l’ospedale Cotugno di Napoli, e trattati con Tocilizumab, sono migliorati al punto che uno dei due è prossimo ad essere estubato. 11 Marzo 2020

13 MARZO 2020 – LA SITUAZIONE NEL LAZIO, NELLA PROVINCIA DI LATINA E NEL GOLFO

13 MARZO 2020 – LA SITUAZIONE NEL LAZIO, NELLA PROVINCIA DI LATINA E NEL GOLFO

Il Corona è un virus termolabile e con emivita breve, facilmente distrutto da alcool (75 %) e candeggina. Purtroppo non avendo anticorpi ed immunità di gregge, siamo gravemente esposti al contagio. C’è da dire che l’80% dei contagiati guarisce ma per chi è anziano, con diverse comorbidità, il rischio di non farcela è altissimo. Il virus ha come organo bersaglio il polmone, una volta entrato negli alveoli può scatenare una polmonite terribile. L’eventuale impiego del Tolicizumab, il farmaco sperimentato a Napoli, può attenuare la risposta infiammatoria ed evitare l’insufficienza respiratoria grave. Ma a questa condizione non bisogna arrivarci. Il farmaco in ogni caso sta per essere utilizzato più diffusamente in via sperimentale.

Questo virus è divenuto un leone a causa dei nostri comportamenti, in primis la fuga dal nord, e poi le movide e gli affollamenti sugli skilift. Ora, però, dev’essere chiara una cosa: il virus va combattuto e vinto nei territori e non negli ospedali. Il punto è proprio questo. Se non si ferma il contagio tra le persone non basteranno i posti nelle rianimazioni in caso di complicanze serie. Chi continua a parlare di riaperture di reparti ed ospedali per fronteggiare il virus rischia di puntare il fucile (sforzi e risorse) dalla parte sbagliata. E’ un concetto espresso anche dal Direttore dell’ASL Giorgio Casati, nella conferenza stampa odierna: è indispensabile fermare il contagio e questo lo si può fare solo se si osserva la quarantena collettiva di stare a casa e di uscire solo per approvvigionamento di alimenti e farmaci. In caso di febbre e affanno è necessario chiamare il medico curante ed affidarsi ai percorsi previsti.

L’Osservazione Breve di Terracina e il reparto di Malattie Infettive di Gaeta, di prossima riapertura, secondo le disposizioni dell’ASL dovranno servire all’osservazione di eventuali pazienti in attesa dell’esito del tampone qualora sospettati di essere positivi al virus. Dunque non saranno posti letto ospedalieri classici nei quali ricoverare i pazienti malati di Corona virus. Tutti noi faremmo bene ad osservare scrupolosamente le indicazioni anti contagio evitando di fantasticare sulle rianimazioni e reparti infettivi poiché se il contagio non si ferma, allora si che andremmo in difficoltà. Quindi va fatto di tutto per evitare il contagio, con determinazione, prendendo sul serio i suggerimenti che vengono costantemente comunicati. Ed ora passiamo ai dati. La virulenza è ancora forte nelle provincie lombarde e in Emilia Romagna, Piemonte e Veneto, mentre sembra diffondersi in modo strisciante anche nel centro sud. Nella nostra provincia, le città nelle quali si sono prevalentemente manifestati contagi sono Latina e, nell’area del nostro golfo, Minturno e Fondi.

La rianimazione di Formia non ha pazienti ricoverati affetti dal virus. Nella Medicina d’Urgenza sono giunti due pazienti positivi da Minturno. Il numero dei contagiati con sintomatologia nella nostra provincia sale da 11 (11 marzo 2020) a 15 (13 marzo 2020). Nel Lazio incrementa Roma da 99 a 218, Frosinone da 8 a 28 mentre Viterbo resta a 10 così come Rieti rimane a 3. Una emergenza è avvenuta nell’isola di Ventotene dove è stata soccorsa una donna di 39 anni affetta da diabete scompensato. E’ stata trasferita in elicottero all’Ospedale Goretti di Lattina e si resta in attesa dell’esito del tampone. Al di là delle ipotesi sui picchi, se e quando verranno, verificheremo se le misure intraprese (innanzitutto non uscire di casa) saranno state efficaci nel frenare il contagio. L’unica cosa da fare ora è restare in casa.

14 Marzo 2020
Ho letto un articolo in cui si sosteneva che la scelta di Johnson sia legata al tema della Brexit. L’Inghilterra è fuori dall’U.E. e già questo la pone in una condizione di debolezza. Se si aggiunge un default economico Johnson e Brexit sono spacciati. Questa tesi non è affatto peregrina e potrebbe spiegare il perché di una scelta cinica e per niente sicura per ottenere un’ immunità di gregge.

15 MARZO 2020 – IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Ospedale “Dono Svizzero”

Vorrei in premessa precisare che le cose che scrivo non hanno la pretesa di essere un bollettino sanitario. Sono solo notizie e considerazioni che nascono dalla consultazione dei bollettini ufficiali della Protezione Civile, da riviste (ed interviste) scientifiche, dalla rete del territorio. Inoltre saluto e ringrazio dell’attenzione tutte le persone amiche e quanti si danno da fare per superare questa terribile situazione in cui si trova il mondo ed il nostro Paese. E’ necessario assumere compostezza e lucidità, evitando ogni ingiustificato allarme ma al tempo stesso dimostrando di saper tenere i comportamenti indicati dalle autorità sanitarie e dal governo. La sfida si gioca tutta sulla capacità di battere il contagio nel territorio e non negli ospedali. Quando una persona contagiata ed ammalata giunge all’ospedale, il virus ha già vinto. Bisogna fermarlo prima. Le foto che vedete sono scattate dal sottoscritto nell’esercizio delle possibilità che la legge consente (comprare il giornale, approvvigionamento viveri e farmaci) e nelle funzioni di delegato alla sanità per il comune di Ventotene. Ciò detto passiamo ad esaminare i dati.

La situazione resta molto grave nella Lombardia con 13.272 casi totali (ricoverati con sintoni, terapia intensiva, isolamento domiciliare, guariti e morti) + 1.587 rispetto a ieri, Emilia Romagna 3.093, e poi via via Veneto 2.172, Marche 1.133, Piemonte 1.111, Toscana 781, Liguria 559, Lazio 436, Trentino 378, Friuli Venezia Giulia 347, Campania 333. La Lombardia ha 10 milioni e 60 mila abitanti con una superficie di 23.863 Km2 ed una densità di 422 abitanti per Km2. L’Emilia Romagna 4 milioni e 459 mila abitanti con una superficie di 22 mila 452 km2 ed una densità di 199 abitanti per Km2. Il Lazio ha una popolazione di 5 milioni e 879 mila abitanti ed una superficie di 17.232 Km2 con una densità di 341 abitanti per Km2.

La Campania ha 5 milioni e 800 mila abitanti su 13.670 Km2 e una densità di 424 abitanti per Km2 (dunque con una densità superiore alla Lombardia). Ove si consideri che Regioni come il Trentino (1 milione e 72 mila abitanti/ 13 mila 605 Km” e densità di 79/Km2) e Friuli Venezia Giulia in base al numero di abitanti, superficie e densità hanno una condizione di contagio decisamente importante. Il Lazio e la Campania si trovano, pur essendo molto popolose, all’ottava e undicesima posizione. Se confrontiamo i dati con i giorni precedenti vediamo salire il numero dei contagiati ma senza brusche accelerazioni. Il Lazio passa dai 357 casi totali di ieri a 436 di oggi (+77).


E’ sempre Roma a crescere passando da 288 a 354 casi (+66), Frosinone da 28 a 34 (+6), Latina da 20 a 23 (+3), Viterbo da 13 a 15 (+2), Rieti da 3 a 4 (+1). Va considerato che la provincia di Roma conta 4 milioni e 353 mila abitanti (dati ISTA 2017), per cui la percentuale dei casi sul totale della popolazione è pari allo 0,008% (Lombardia 0,13%). La provincia di Latina ha una percentuale dello 0,003%. Questi casi li stiamo avendo dopo aver adottato le misure di contenimento e cioè dopo che abbiamo cominciato ad osservare comportamenti utili per evitare il contagio (distanza tra le persone, stop ad assembramenti, ecc.). Dobbiamo continuare a farlo poiché la guerra contro il virus si vince proprio su questi presupposti.

Formia, Gaeta, Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Spigno, Itri, Ponza e Ventotene, restano zone sostanzialmente libere dal contagio. Qualcosa arriva da Fondi e Minturno. Nella Rianimazione del “Dono Svizzero” non vi sono pazienti contagiati dal Corona virus. Il Policlinico Agostino Gemelli, che fin dalla serata di ieri aveva messo a disposizione un posto letto di rianimazione, ha garantito la disponibilità fino a stamane quando il paziente vi è stato trasferito, segno questo che la filiera di soccorso funziona e bene. La strategia dell’ASL di Latina, per quanto accade anche nel centro nord e nel capoluogo della provincia, sta reggendo bene. Concludo con una nota sulle isole. Non ci sono stati casi né a Ponza e né a Ventotene. L’attenzione sul presidio di Ventotene è alta da sempre, ancora in data 2 gennaio 2020 (periodo pre corona virus) se ne chiedeva il potenziamento. Gli interventi condotti finora sull’isola, da quando è iniziata la fase del corona virus, sono stati efficaci ed impeccabili. Nell’ultimo caso, l’intervento su di una paziente affetta da Diabete scompensato, è intervenuto un elicottero dell’ARES 118 con anestesista rianimatore a bordo che ha visitato la paziente assieme al medico del presidio. In quell’occasione è stata coinvolta anche la protezione civile che ha contribuito notevolmente al successo dell’operazione. A tutti loro va il nostro ringraziamento.

Rotonda dei Carabinieri

INCROCIAMO LE DITA E RESTIAMO IN CASA 17 MARZO 2020
Mi limito ad osservare, cerco di rispondere ai quesiti che mi vengono posti ma sempre nei limiti dell’evidenza scientifica che al momento è veramente poca. E’ una situazione assolutamente nuova in un’epoca nella quale i nostri paesi hanno dismesso da tempo l’attenzione verso le malattie infettive. Una volta, appena venne fuori l’immunodeficienza acquisita provocata dal virus HIV, si pensò di costruire nuovi reparti di degenza. Ricordo che anche al “Dono Svizzero” si intendeva realizzare un altro piano sopra la Geriatria. Fu approntato e finanziato il progetto. Poi conoscendo meglio quella malattia ed il virus che la provocava, furono prodotti farmaci che rivoluzionarono la cura dell’AIDS senza la necessità di ricoveri ospedalieri. E si cominciò a curare meglio l’infezione da HIV e a morire di meno. Con il corona stiamo iniziando solo ora e con i farmaci che abbiamo. Innanzitutto con il Tocilizumab. Da giovedì prossimo sarà somministrato a 330 pazienti. Lo studio è condotto dall’Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori di Napoli, Università di Modena e Reggio Emilia, l’IRCCS di Reggio Emilia e l’Aifa. Si studia anche la clorochina che se funzionasse sarebbe una vera e propria manna poiché una confezione costa 3,59 euro rispetto al Tocilizumab che ne costa (4 flaconcini) 1037,15 euro. Le terapie intensive delle province lombarde sono al limite ma la situazione è sotto controllo, Borrelli ha comunicato che 50 pazienti sono stati ricollocati nelle intensive di altre Regioni.

Il Lazio si prepara all’arrivo del picco (ci sarà? E di quale consistenza? Secondo i modelli epidemiologici o no?) con ulteriori dotazioni di reparti di intensiva. Gli ospedali coinvolti sono il Columbus (secondo centro per covid – 19), Casalpalocco, Tor Vergata, Spallanzani (primo centro per covid-19) ed Eastman. Risolto il problema delle mascherine chirurgiche, scarseggiano ancora le FFP2 e le FFP3, quelle necessarie per l’assistenza diretta ai pazienti affetti da corona virus. Anche per i ventilatori si registrano ritardi. D’altronde, in tutta Europa si teme il contagio e dunque c’è la caccia ai ventilatori. Pare che se ne stia convincendo anche Boris Johnson, il viruscettico. Si discute di allargare l’analisi del tampone ma il protocollo resta quello di eseguirlo nei casi sospetti e a coloro che hanno avuto relazioni con contagiati. E d’altronde l’isolamento nelle abitazioni ha proprio l’obbiettivo di stroncare il contagio e dunque chi è positivo deve restare in quarantena e in ogni caso deve rispettare le regole che valgono per tutti (anche i sani) e restare chiusi fino al tre aprile.
Theresa, una mia amica dottoressa che è in North Carolina, mi dice che ora gli americani si stanno muovendo ma ci sono ritardi nella risposta degli esami da tampone, fino anche di tre giorni. Mi ha chiesto anche se fosse vero che la ventilazione assistita fosse assicurata solo a coloro che avessero meno di 80 anni per la scarsità dei posti letto di rianimazione e dei ventilatori. Le ho risposto che è una notizia assolutamente falsa. Lo avrebbe affermato John Biden, dichiarando che in Italia dal momento che l’assistenza sanitaria è pubblica stanno decidendo quali pazienti far vivere e quali far morire e da ciò l’ invito a non votare Sanders poiché vorrebbe un’assistenza pubblica.

Intanto l’OMS ci indica come esempio da seguire nella battaglia contro il corona virus. I dati di oggi ci dicono che al nord nelle province lombarde ed emiliane la furia del virus non si attenua, in crescita i contagiati, gli ammalati ed i morti. Lì sta succedendo o è già successo qualcosa che sta aiutando, e di brutto, il virus. Noi, dalla Toscana e Marche in giù stiamo aspettando il picco. Ci sarà? La consistenza sarà quella che esprimono i modelli approntati dagli epidemiologi? Non è dato saperlo. I casi aumentano nel Lazio (da 523 di ieri a 607 di oggi + 84), come sempre è Roma che cresce di più (da 412 di ieri a 486 di oggi + 74) ma a me pare in modo contenuto che per una popolazione di 4 milioni e mezzo di abitanti potrebbe dir molto. Seconda è la provincia di Frosinone che aumenta da 44 a 49 (+4). Latina resta a 23 e dal giorno 15 marzo, dunque da tre giorni rimane ferma. Poi Viterbo che passa da 27 a 31 (+4) e Rieti da 11 a 12, 6 sono in attesa di verifica. Insomma nel Lazio il contagio sale ma molto lentamente e, al momento, non dilaga. Al “Dono Svizzero” di Formia non sono giunti nuovi casi. Nella rianimazione di Formia non ci sono pazienti affetti da corona virus. Nella medicina d’urgenza ce ne sono 3? 4? Ma sono lì da qualche giorno e non hanno condizioni cliniche tali da essere assistiti con ventilazione. Incrociamo le dita, e stiamo in casa!

Tocilizumab

QUANDO PENSO A ZAIA E A MITRANO CAPISCO LA “MISERICORDIA” DI CUI PARLA PAPA FRANCESCO – 18 MARZO 2020

Zaia ha dichiarato che farà a tutti il tampone e di cosa pensino gli altri (Governo, Ministero della Salute, Protezione Civile, Comunità Scientifica Nazionale) non glie ne “strafrega” un bel niente. Atteggiamento tracotante, indegno di un Presidente di una Regione come il Veneto, ma purtroppo tra lui, De Luca e qualche altro, ci stiamo abituando a tutto. Questa scuola di pensiero che ha poco a che fare con la scienza e l’equilibrio, si sta diffondendo e, in qualche caso, anche da noi. Cosimo Mitrano, Sindaco di Gaeta, avrebbe acquistato 10 mila tamponi ma non riesce ad usarli perché la Regione non gli darebbe il via libera. Chi sta seguendo i miei scritti mi perdoni se in questa premessa mi concedo un po’ d’ironia ma riprenderò subito la serietà che l’argomento merita. Dunque il Sindaco di Gaeta, al pari di Zaia e De Luca, acquista tamponi a raffica. Per capire costoro occorre la “Misericordia” che ci raccomanda Papa Francesco, un grande quando dice di essere rimasto colpito dalle affermazioni di Fabio Fazio secondo il quale “chi non paga le tasse non commette solo un reato ma un delitto poiché se mancano posti letto e respiratori è anche colpa sua”. Ma torniamo al Sindaco di Gaeta che quotidianamente produce “performance” davanti a qualche telecamera compiacente (e deferente). Con l’apparente motivazione di combattere il contagio, in realtà, il suo da fare crea solo confusione e paure irragionevoli. Mitrano aspetta il picco! Di cosa non è dato comprendere: a Gaeta ci sarebbe una sola persona (positiva) in quarantena su 20.361 residenti (Istat 1 gennaio 2020).

Il picco di cui parla Mitrano?

Il guaio più serio è il sovrapporsi alla gestione delle autorità sanitarie ed il conseguente disorientamento dell’opinione pubblica. Quando strepita contro il Governo e la Regione che non gli consentono di utilizzare i 10 mila tamponi (che avrebbe acquistato) sta oggettivamente procurando allarme ed esponendo le altre istituzioni alla critica che non stanno facendo abbastanza contro il corona virus. Vuole restringere i movimenti dei suoi concittadini? Anche quelli che usano il monopattino (si, dice proprio così) va bene. Intende controllare chi fa jogging, che sia munito di certificato medico? E cosa dovrebbe esserci scritto? Che il tizio non ha il virus oppure trattasi di una prescrizione antidepressiva? Bene, faccia pure ma lasci perdere gli esami coi tamponi poiché non rientrano nelle sue competenze (e nemmeno di Zaia e De Luca). Stanno immettendo sul mercato, oltre a quelli tradizionali, tamponi che addirittura darebbero la risposta in 15 minuti. Questi tamponi pubblicizzati dalla ditta Alpha Pharma (ma altre ditte ne stanno approntando altri) del costo di 25 euro cadauno, sarebbero stati testati in Cina ma la ditta che li produce raccomanda in ogni caso “di farsi guidare da un medico o da un operatore sanitario esperto, specie nella lettura del risultato”.

Immaginate che confusione? E poi nessuno sa quale affidabilità hanno questi tamponi.
Mitrano cita l’Assessore Regionale Alessio D’Amato che dichiara: tamponi, tamponi, tamponi (quelli attualmente in uso). Vuole farli solo ai cittadini di Gaeta (20.361) oppure a tutti i residenti nell’area del golfo (100 mila persone)? E dove li farebbe analizzare visto che nella nostra provincia è solo il laboratorio del Goretti a farlo e con molto impegno? L’appello ai sindaci del golfo a supporto della sua iniziativa non sembra avere successo. La comunità scientifica che supporta il governo, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute, la Protezione Civile, raccomandano di sottoporre al tampone il personale sanitario che opera contro il virus negli ospedali e nei territorio, e ai casi di sospetta positività. L’analisi indiscriminata non va bene: un tampone negativo oggi, può diventare positivo domani e dunque che si fa? Si ricomincia daccapo come nel gioco dell’oca? E poi c’è l’affidabilità del metodo: i falsi positivi oscillano tra 1 e 4 % dei casi, cioè potrebbero indicare il virus che però non c’è, mentre i falsi negativi nel 10% dei casi potrebbero non indicare il virus che però c’è. Si è chiarito con ogni evidenza che il “fuoco” si spegne stando a casa e, se costretti ad uscire per ragioni di lavoro o approvvigionamento di cibo e farmaci, adottare il distanziamento sociale e cioè stare a debita distanza di un metro, meglio un metro e mezzo direi, dallo starnuto (e chi lo fa dovrebbe avere l’accortezza di pararlo col braccio piegato).

Dati della Protezione Civile:
Al Nord il fuoco non si spegne, anche se il dato più incoraggiante è l’aumento delle guarigioni pari al 19,69 % del totale dei casi 17.713 (12.266 positivi + 3488 guariti + 1959 deceduti 11,09%). Sebbene la situazione resti drammatica (da ieri ad oggi + 319 deceduti) proseguono l’assistenza ai malati e le azioni di contrasto all’epidemia virale. Cosa accade nel Lazio: a ben vedere luci ed ombre. Rispetto a ieri vi è un incremento di 100 casi e siamo a 650. Roma (e provincia) sale da 486 a 590 (+104) non è chiaro però se in questi numeri sono compresi i pazienti ricoverati negli ospedali romani ma provenienti anche dalle altre provincie del Lazio; Frosinone da 49 a 54 (+5); Latina, da 4 giorni resta stabile a 23 (pazienti positivi a Latina città) ; Viterbo sale da 31 a 39 (+8); Rieti resta a 12 casi come ieri.

I dati forniti dall’ASL di Latina indicano:
+ 2 casi a Fondi su 40 casi totali, +1 a Latina su 23 totali. I casi positivi sull’intera provincia sono 113 di cui 55 sono i pazienti ricoverati, 12 i negativizzati, 6 i deceduti. I pazienti attualmente in carico sono 95 di cui 40 sono gestiti in isolamento domiciliare. I pazienti ricoverati sono così distribuiti: 11 allo Spallanzani, 3 in Terapia Intensiva dell’Ospedale Goretti di Latina, 20 in Malattie Infettive sempre del Goretti, 13 in altre Unità Operative sempre del Goretti, 5 in Medicina Intensiva di Formia (in condizioni cliniche non gravi), 3 sono ricoverati in altri ospedali del Lazio. La Rianimazione di Formia non ha pazienti affetti da corona virus. Le persone che si trovano in isolamento domiciliare sono 2.035. Parallelamente sono 394 le persone che hanno terminato l’isolamento. L’ASL raccomanda di seguire le indicazioni disposte dal Governo e dalla Regione Lazio, evitare di uscire di casa se non per comprovate ragioni, nessun assembramento, distanziamento sociale, lavare le mani. Queste indicazioni rappresentano l’unico modo per evitare la diffusione del contagio che consiste appunto nel ridurre all’essenziale i contatti sociali per tutta la durata dell’emergenza.
Andiamo avanti.

Aliscafi per le isole

IL PREFETTO MARIA ROSA TRIO MERITA UN ELOGIO PUBBLICO ma ne dirò le ragioni alla fine di questo scritto. 19 marzo 2020

Vengono poste tante domande: se fanno i test agli operatori sanitari che hanno assistito pazienti affetti dal coronavirus, se è il caso di ampliare i test perché a Vò li hanno fatti a tutti e hanno trovato il 70% di positivi, se le condizioni climatiche ed ambientali favoriscono il contagio e se è vero che le donne si ammalano e muoiono meno degli uomini. Lo chiede di sapere in particolare Lidia Bartolomeo che saluto con affetto. Le evidenze scientifiche a suffragio di queste ipotesi sono scarse. C’è un lavoro condotto dal “Centro Cinese per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie” e pubblicato recentemente in cui si afferma che il tasso di mortalità degli uomini (2,8%) è nettamente maggiore di quello delle donne (1,7%). Questa differenza si è verificata anche nel passato con la SARS, con una mortalità degli uomini del 50% maggiore di quella delle donne. Le stesse evidenze sono contenute in uno studio condotto dall’OMS “Report of the Who-China Joint Mission on Coronavirus Disease 2019 (Covid-19)”.

Le ragioni sarebbero in un sistema immunitario più forte delle donne e con una maggiore prevalenza del fumo o del consumo cronico di alcol tra gli uomini. I cinesi rappresentano un terzo di tutti i fumatori di tutto il mondo e consumano il 40% del tabacco prodotto su scala mondiale ma mentre le fumatrici sono il 2%, gli uomini fumatori raggiungono il 50% della popolazione adulta. In ogni caso il tasso di letalità aumenta con l’età della persona contagiata e con la presenza di altre patologie: malattie cardiovascolari (13,2%), diabete (9,2%), ipertensione arteriosa (8,4%), broncopatie croniche (8%), cancro (7,6%). Relazione con condizioni climatiche ed ambientali? Si ragiona anche di questo e cioè che l’inquinamento atmosferico tra le due zone (Wuhan e Lombardia/Emilia) sia assai simile ma di ciò non c’è evidenza scientifica provata. Certamente l’inquinamento atmosferico gioca un ruolo rilevante nelle patologie respiratorie. Un altro fattore potrebbe essere la densità demografica. Per l’alta percentuale di mortalità si affaccia anche l’ipotesi di una popolazione più anziana rispetto a quella cinese e per un rapporto non effettivo tra casi accertati e mortalità. Se aggiungiamo ai numeri dei contagiati tutti quelli che sono asintomatici, semplici portatori di virus che non sono stati identificati, è evidente che i numeri della mortalità si ridimensionano. E’ un virus nuovo, quello che combina non è dato sapere, siamo solo ai primi passi. Era consolidato il fatto che il virus mirasse al polmone come organo bersaglio ma oggi pomeriggio mi è capitato di leggere un articolo pubblicato su “Nature Reviews Cardiology” secondo il quale è coinvolto anche il cuore e dunque oltre ad una eventuale cardiopatia sottostante bisogna stare attenti ad eventuali miocarditi provocate dal corona.


A sinistra il polmone sano e a destra quello del fumatore. Se arriva il corona, quello a sinistra ha più possibilità di salvarsi.

Tamponi si, tamponi no. Si fanno cose talvolta per rassicurare le persone a prescindere dalla reale efficacia. Resto dell’avviso che l’uso dei kit fai da te (a prescindere dall’affidabilità) o altri test di massa, in questa fase, sia uno spreco di forze e risorse e con il rischio di una confusione enorme. La vita di un positivo, sintomatico o non, non è poi tanto diversa da quella che stiamo facendo tutti e cioè chiusi in casa. Hanno messo a punto una metodica presso il Campus Biomedico che verrà impiegata a Fondi per affinare la capacità diagnostica mediante TAC del torace (per eventuale polmonite) e test confermativo. In distribuzione 50 mila mascherine chirurgiche presso farmacie e 1500 del tipo FFP2 e FFP3 negli ospedali. E’ stata istituita un app dal titolo Lazio Doctor per connettersi con i medici di base. Giunge ora la notizia che Fondi viene letteralmente chiusa con un provvedimento della Regione Lazio. E’ stato chiesto dai Sindaci di Ponza e Ventotene la sospensione delle corse con aliscafo, viaggeranno solo le navi. Bisogna rafforzare il distanziamento sociale, è l’unica condizione per fermare il contagio. Negli Stati Uniti la dottoressa Theresa Shinan Ciardi mi dice che in North Carolina si contano + 63 malati mentre complessivamente nel Paese sono 7.786 positivi al coronavirus. Purtroppo come in Europa, è arrivato anche lì e dopo la pizza e il musical “Mamma Mia” per anni in scena a New York, l’Italia ancora una volta dovrà essere presa a modello ma nella battaglia contro il virus. Alla faccia di chi dice che il nostro sistema sanitario pubblico non funziona e perciò non bisognerebbe votare Sanders. Bisognerebbe suggerire a Biden di trovare un argomento meno “fake”. Siamo tutti nella stessa barca:perfino Boris Johnson!

I dati di oggi della Protezione Civile: la situazione in Lombardia e in Emilia resta drammatica, si commentano da soli, il virus è una furia. Nel Lazio continua la crescita ma non è imponente. Oggi +99. Cresce soprattutto Roma che arriva a 678 (ieri 590). Latina resta a 23.
Dati ASL Latina: casi positivi 135 – pazienti ricoverati 64 – negativizzati 12 – deceduti 6 (restano tali da diversi giorni)
1.940 persone sono in isolamento domiciliare. 519 hanno terminato la quarante-na domiciliare. Situazione stazionaria anche nella individuazione dei positivi. Ieri su 40 test sono risultati positivi 8, oggi 22 ma su 114 test. Particolare attenzione si pone sulle città di Latina e Fondi dove, si sono riscontrati più casi di contagio.
A Formia ci sono 5 pazienti nella Medicina d’Urgenza ma sono clinicamente sta-bili. Nessuno in Rianimazione. Date anche un solo euro per i ventilatori del “Do-no Svizzero”.

Il Prefetto di Latina Dott. ssa Maria Rosa Trio

Infine propongo un ELOGIO PUBBLICO per il Prefetto di Latina Maria Rosa Trio che, oltre ad occuparsi della lotta al coronavirus, deve prendersi cura di Cosimino Mitrano, Sindaco di Gaeta. Il nostro è andato al “Dono Svizzero”, si è fatto riprendere dalla telecamera deferente e, sotto un titolo stucchevole “I nostri angeli”, ha salutato un’infermiera con una bella manata (a mano nuda) sulla spalla. Alla faccia del distanziamento e delle misure di sicurezza. Ma andiamo avanti!

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