DISPERSIONE IDRICA NEL SUDPONTINO lettera all’ARERA

                                            

Spett.le ARERA protocollo@pec.arera.it

Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale

               protocollopec.autoritadistrettoac.it                                          Presidente Regione Lazio On. Nicola Zingaretti

                     protocollo@regione.lazio.legalmail.it  –  dir.lavoripubblici@regione.lazio.legalmail.it

Ing. Antonio Battaglino  – abattaglino@regione.lazio.it

Presidente e STO – ATO 4 segreteria@pec.ato4latina.it

Oggetto: perdite idriche sud pontino e tutela delle sorgenti “Mazzoccolo”

Il contenimento delle perdite di rete dovrebbe costituire per Acqualatina uno degli obiettivi da perseguire con maggior forza. Lo scarso impegno finanziario allo scopo profuso in 18 anni di gestione, dimostra invece una colpevole sottovalutazione del problema.

Oggi Acqualatina sembra aver gettato la spugna (e la maschera). Non solo non fa gli investimenti previsti per il rinnovo della rete, ma quasi irride a quanto l’ARERA ha previsto sul punto, asserendo (vedi sua pubblicazione Osservatorio permanete sugli utilizzi idrici dell’11 giugno 2020) che occorrerebbero ben 210 milioni d’investimento per ridurre le perdite ai valori richiesti dalla Autorità. Per questo ritiene più economico risolvere il problema proponendo di aggiungere nuova acqua (500 l/s), prelevata dalle sorgenti Vetere di Fondi, ad una rete che, nel sud pontino, continua a perdere il 70%, mentre la media nazionale si assesta al 36%.

Ampliare poi la rete senza risolvere il problema della dispersione idrica comporta solo un aggravio di costi per le bollette future. In particolare gli elevati costi energetici per il sollevamento dell’acqua (che per oltre il 70% sarà poi sprecata a causa delle perdite), ammessi dalla stessa Acqualatina nel suo Report dell’11 giugno 2020 (0,23 €/mc, contro l’attuale media di circa 0,15 €/mc), costituiscono un ulteriore, inammissibile spreco a carico dell’utenza per tutti gli anni a venire. 

Motivare l’utilizzo dell’acqua di Vetere anche per fronteggiare i periodi di torbidità non sta in piedi. Costruire un nuovo acquedotto, dal costo presunto di 18 milioni di euro, per sopperire a fenomeni di torbidità che dovessero interessare (per periodi limitati) le sorgenti Mazzoccolo e Capodacqua, significa rendere superflui i circa 10 milioni di euro che, per lo stesso scopo dichiarato, sono stati recentemente spesi per il collegamento di Cellole e per i pozzi dell’Acerbara.

Di fatto assistiamo ad una duplicazione e poi triplicazione di costi motivati tutti dalla stessa esigenza: risolvere il problema della torbidità! Ebbene tale motivazione è ancor più inaccettabile laddove risulta essere la conferma della inefficienza del gestore che non è stato in grado ad oggi di risolvere il problema della torbidità nonostante la condotta di Cellole, nonostante i pozzi dell’Acerbara e quindi oggi per mettere una pezza alla propria inefficienza pensa bene di spendere ulteriori risorse pubbliche.

Investire, infine, per immettere nuova acqua in una rete colabrodo significa (di fatto) rinunciare alla riparazione delle perdite e alla sostituzione delle condotte ammalorate. Complice l’elevata età media delle tubazioni, i comuni dell’ATO, alla fine del periodo di gestione di Acqualatina (2032), si troveranno a fare i conti con un patrimonio di condotte idriche obsolete e da sostituire. Ciò, in caso di gestione diretta, comporterà ingenti investimenti non compatibili con i bilanci comunali e, in caso di affidamento ad un nuovo gestore, depotenzierà il potere contrattuale dei comuni stessi, con gravi ripercussioni (in entrambi i casi) sulle tariffe.

Esistono soluzioni diverse e meno dispendiose? Si esistono e sono quelle da attuare per perseguire le indicazioni dell’ARERA.

Occorre innanzitutto intraprendere una robusta riduzione delle perdite di rete, che preveda l’integrale sostituzione delle condotte più ammalorate. Basterebbe che la società rispettasse (ed implementasse) gli importi ed il timing del piano degli investimenti che aveva promesso per essere a buon punto. Al contempo occorre intervenire sulle sorgenti esistenti che alimentano la rete. In particolare sulla sorgente di Mazzoccolo e per essa prevedere:

  • la dotazione di apparecchiature in grado di misurare le portate e la torbidità;
  • il monitoraggio e la riorganizzazione dei canali drenanti, per escludere (a tempo) dall’adduzione al serbatoio quelli soggetti a più intensa torbidità;
  • la periodica pulizia del limo dalle vasche di raccolta, dalla condotta a pelo libero che collega la sorgente alla stazione di pompaggio e dal serbatoio di S. Antonio;
  • l’introduzione progressiva di una batteria di filtri a sabbia in grado di abbattere la torbidità nei periodi di crisi;
  • una maggiore attenzione alle attività che si svolgono nell’area di rispetto della sorgente. In particolare si devono stipulare accordi con le Ferrovie dello Stato per limitare le sue attività ausiliarie in un congruo raggio attorno alla sorgente.

Crediamo che le soluzioni tecniche debbano essere condivise con le Amministrazioni locali che ben conoscono le problematiche e le possibili soluzioni. Per la sorgente Mazzoccolo si potrebbe anche procedere ad una nuova captazione nella zona a monte delle Ferrovie dello Stato, soluzione su cui già sono presenti studi e approfondimenti, o ancora abolire la vetusta condotta che collega (in piena zona edificata, n.d.r.) la sorgente alla stazione di pompaggio di via Solaro. Questa andrebbe trasferita nell’ex mattatoio comunale, attiguo alla sorgente. In tal modo si realizzerebbe un restyling strutturale e paesaggistico unitario del sito delle sorgenti e, il dismesso fabbricato che oggi ospita le pompe verrebbe destinato a servizio del quartiere di S. Giovanni. 

Si chiede pertanto agli enti in indirizzo di tenere presenti le considerazioni di cui sopra e di orientare le scelte finanziarie verso l’ottimizzazione e la salvaguardia delle reti e delle risorse idriche esistenti, peraltro non escluse dallo stesso gestore.

  • Comunità Lazio Meridionale – Isole Pontine – Avv. Patrizia Menanno
  • Associazione cittadini per la tutela dei beni comuni Formia – Dott.ssa Anna De Meo 
  • Laboratorio Socio Politico San Giacomo Gaeta – Ing. Marcello Di Marco
  • Comitato Acqua Gaeta – Dr. Michele Vaudo
  • Sudpontino Social Forum – Dr. Biagio Magri
  • Circolo la Barba di Giove – Ref. Formia Maria Rita Manzo
  • Associazione Pendolari stazione Minturno Scauri – Dr. Francesco Valerio
  • Confconsumatori Federazione Provinciale Latina – Avv. Franco Conte

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