L’ospedale ora….

16_strati

L’ospedale “Dono Svizzero” non può essere argomento di tenzone tra i diversi schieramenti politici né questione da trattare senza un minimo di competenza o approfondimento. E’ stato designato il nuovo Direttore Aziendale in modo trasparente. L’augurio è che riesca subito a ridare fiducia agli operatori e ai cittadini nell’effettiva possibilità di risollevare le sorti della sanità pubblica. L’Ospedale “dono Svizzero” ha necessariamente bisogno di un adeguamento delle apparecchiature e del personale.

La stesura e l’adozione di un atto di indirizzo, la programmazione puntuale delle risorse e dei servizi, da troppo tempo inesistenti, diventano questione centrale. La Regione Lazio in questo momento ha bloccato ogni acquisto di apparecchiature al fine di realizzare un censimento delle stesse. Misura giusta ma da superare al più presto all’indomani di una rapida ed efficiente verifica dello stato delle cose. Stessa cosa vale per l’adeguamento del personale a cominciare dai servizi essenziali dell’emergenza.

Non c’è solo da acquistare macchine moderne ma prevederne anche il successivo ricambio nei tempi previsti di esercizio. Vorrei ricordare il caso della TAC 8 strati che è stata sostituita solo quando entrò definitivamente in avaria con la conseguenza di aver dovuto sopperire con una TAC mobile al costo di mille euro al giorno. Infine è giunta una TAC 16 strati che, destinata all’ospedale di Priverno, fu poi esclusa dagli ospedali di Latina e Terracina nella misura in cui in quegli ospedali furono allocate due TAC 64 strati ed una di 128, due tubi.

Macchine, queste, in grado di consentire una definizione diagnostica più elevata e soprattutto, grazie ai tempi veloci di esecuzione dell’esame, capaci di utilizzare una minore dose di radiazioni ionizzanti. La TAC attuale, 16 strati, del Dono Svizzero, trattandosi di un modello già superato, è da considerare una soluzione temporanea. Pertanto occorre programmare la dotazione di una TAC di 128 strati anche per l’ospedale “Dono Svizzero.

La gran parte delle apparecchiature deve essere rinnovata. La centralina e i monitors dell’UTIC sono oramai obsoleti e fuori commercio per cui non è possibile neanche reperire i pezzi di ricambio per eventuali riparazioni. Stessa situazione per l’ecografo che oltre ad essere in procinto di default, non garantisce l’appropriatezza dello studio delle valvulopatie. Se cede l’ecografo o la centralina dell’UTIC , la chiusura del reparto diventa inevitabile perché senza tali apparecchiature il reparto non può funzionare. L’adeguamento dell’organico costituisce vera emergenza.

Ne soffrono tutti i reparti a partire da quelli dell’area dell’emergenza. Nei pomeriggi, nelle notti e nei festivi, un solo cardiologo risponde a tutte le emergenze e alla routine delle consulenze di un territorio che va da San Felice Circeo al Garigliano, comprese le isole pontine. L’unico cardiologo di guardia nella cardiologia, oltre a dover assistere i pazienti di quel reparto, risponde alle chiamate degli ospedali di Terracina, Fondi e Formia. Il personale medico è costretto ad assicurare la consulenza a distanza con la lettura di elettrocardiogrammi trasmessi impropriamente mediante fax.

L’Emodinamica è attiva solo nei giorni feriali dalle ore 8,30 alle 15. Nei pomeriggi, notti e festivi i pazienti colpiti da infarto acuto con sopraslivellamento del tratto ST, dopo terapia fibrinolitica, sono trasferiti a Latina per essere sottoposti ad PTCA facilitata. I tempi di soccorso e di trasferimento all’Emodinamica di Latina sono superiori a quelli previsti dalle linee guida internazionali. E’ indispensabile l’apertura dell’ Emodinamica nelle 12 ore diurne con la coperture delle notturne mediante pronta disponibilità.

Alcuni servizi sono cessati con il pensionamento dello specialista, vedi Urologia. Il centro trasfusionale verrebbe trasformato in semplice emoteca (deposito di sangue) senza più assistenza diretta a pazienti che seguono terapia con trasfusioni (90 pazienti/anno) e senza più la possibilità accogliere donazioni di sangue(4000 sacche raccolte complessivamente dal centro e da AVIS).

Il centro garantisce anche piastrine, globuli rossi, plasma e supporta gli ospedali di Formia, Fondi e la clinica Casa del Sole di Formia. L’area del golfo non può più perdere servizi e pertanto diviene necessario e improcrastinabile un minimo di programmazione degli stessi.

Questa è la vera emergenza/urgenza. I Comuni, i Sindaci, ai quali la legge affida, attraverso la conferenza dei Sindaci, la funzione di concorrere alla definizione degli indirizzi generali di programmazione socio-sanitaria nelle forme e nei termini previsti dall’articolo 3, comma 14, del d. lgs. 502/1992, devono una buona volta riunirsi e definire, in collaborazione con la Direzione Aziendale, una obbiettiva ed utile programmazione dei servizi.

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