Si ridiscute dell’attraversamento di Formia…la nota del Consigliere Regionale Simeone e la discussione su facebook

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(AGENPARL) – Roma, 30 giu – Intervento del consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone, in merito alle opere inserite nel programma regionale delle infrastrutture strategiche. “La realizzazione della Pedemontana di Formia non può, e non deve, essere considerato un obiettivo secondario. La Regione Lazio non ha inserito l’opera tra le priorità e questo è inaccettabile. La Pedemontana di Formia, come parte integrante del Corridoio plurimodale Tirreno-Nord Europa, ha una valenza europea, è una strada strategica per tutto il territorio regionale e di fondamentale importanza per decongestionare il traffico all’interno delle città e consentire lo sviluppo di tutto il sud pontino. Portare in cantiere questa opera, che ha ottenuto il parere favorevole di tutti gli Enti interessati e il via libera del Cipe, significa deviare il traffico dai centri abitati e garantire uno strumento decisivo per il turismo in tutta l’area. Il tracciato, interamente esterno ai centri urbani, ha uno sviluppo complessivo di circa 11 km e riguarda una Variante alla S.S. n. 7 “Appia” a monte dell`abitato del Comune di Formia. Dopo anni di battaglie, bipartisan, per arrivare alla definizione dell’iter procedurale, nel 2011 anche la Regione Lazio aveva inserito l’opera nel programma delle opere strategiche.

Oggi, anche alla luce delle ingenti risorse economiche impegnate per la progettazione, credo sia indispensabile non fare un passo indietro. Dobbiamo restare compatti ed unire le forze per trovare le necessarie coperture finanziarie. Grida vendetta che, in questo documento, la Regione abbia omesso di inserire anche il ripristino della Ferrovia regionale Formia – Gaeta e del raccordo ferroviario con il porto di Gaeta. Interventi che, con il potenziamento della ferrovia regionale Formia – Gaeta, garantirebbero il collegamento con il porto di Gaeta e il trasporto su ferro della merce al Mof di Fondi snellendo il traffico pesante sulle strade. L’inserimento di questi interventi nel piano triennale e nella programmazione regionale delle opere pubbliche, era l’impegno che meno di sei mesi fa la Regione aveva assunto con l’approvazione dell’ordine del giorno firmato e condiviso da maggioranza ed opposizione nel corso della discussione sulla legge di stabilità. Ordine del giorno che, stando al programma delle infrastrutture strategiche del Lazio, è stato completamente ignorato. Mi auguro che il presidente Zingaretti possa prendere in considerazione la possibilità di reinserire queste opere tra le priorità della Regione e consenta di portare al più presto in cantiere interventi che contribuirebbero ad aprire la provincia di Latina e il Lazio all’Europa e a creare una piattaforma logistica e di trasporto all’altezza delle esigenze dei cittadini. Queste sono le scelte coraggiose che la Regione deve assumere se vuole davvero voltare pagina e cambiare rotta. Meno male che, nelle rare occasioni in cui il presidente Zingaretti, è venuto a Formia si è definito amico della città e dei suoi cittadini. Se questi sono i risultati figuriamoci se fosse stato un nemico”.

Ricomincia la tarantella sulla Pedemontana, apre la danza Pino Simeone ma c’è bisogno di concretezza….

Da questa nota prende l’avvio una discussione su facebook tra Maurizio Aprea, Enrico D’Angelis e Francesco Carta. La riportiamo fedelmente.

Maurizio Aprea
Pedemontana
Come è difficile capire…trovare una logica….
La pedemontana (variante SS7- Appia) viene prima approvata con il progetto definitivo (http://www.ilfaroonline.it/2011/05/11/formia/pedemontana-di-formia-pareri-favorevoli-sul-progetto-17260.html) poi, pur mancando l’esecutivo (causa del definanziamento? probabile!), viene anche inserita tra le infrastrutture strategiche europee (Corridoio Tirrenico – collegamenti Europei Nord- SUd .Mediterraneo) nell’allegato infrastrutture al Doc. di Finanza 2014 (Letta?) sottoscritto dal Governo Renzi. Ma ,ovviamente ,definanziata ( perchè ? non ci sono i soldi e altri sono a fasi più avanzate di progettazione) . Perchè abbiamo questi ritardi? (Questa risposta forse ce la possiamo dare da soli… e diamocela!). Tuttavia l’amministrazione di Formia annuncia che l’opera è stata cassata : dai finanziamenti certo, ma non dal progetto infrastrutture nazionale e regionale. Ciò significa che il percorso è ancora aperto ( e che magari l’anno prossimo o quello successivo potrebbe rientrare in corsa).
Chiedo: Ma la Pedemontana la ritroveremo nel PRG di Formia in elaborazione ? anche se cassata, anche se definanziata, ma comunque ancora nelle intenzioni del governo ( e dell’Europa?) . (*)
Perchè la pedemontana (variante SS7- Appia) non interessa solo i formiani i quali (per loro fortuna o sfortuna) si trovano lungo un asse che interessa Italia e Europa .
Leggo che a seguito delle dichiarazioni dell’amministrazione di Formia, e a seguito del disimpegno (momentaneo?) della Regione Lazio il consigliere regionale Simeone denuncia tale oblio (http://www.h24notizie.com/news/2014/06/30/pedemontana-formia-per-il-consigliere-regionale-simeone-un-progetto-dimenticato/). Apprezzo l’iniziativa, ma temo anche, e grandemente , la ripresa di un gioco delle parti , tutto formiano ( e ora assurto a livelli regionali) , che potrebbe essere all’origine del definanziamento.
Stiamo contagiando anche la regione?
Già perchè la Pedemontana non è solo “cosa di Formia”.
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Qualche dato sulla Pedemontana lo troviamo ancora in http://www.lazio.portale-infrastrutture.it/intervento_scheda.asp?id=978 .
IL costo dell’opera è certo notevole ma se guardiamo nel documento del governo ( http://ec.europa.eu/europe2020/pdf/csr2014/infrastrct2014_italy_it.pdf) essa (pur definanziata) fa parte di un blocco organico di infrastrutture che riguardano il corridoi tirrenico nel Lazio meridionale e nella la prov. di Latina che somma ben 4,2 miliardi di euro .
Non c’è allora da spaventarsi della dimensione del costo della pedemontana , che certo potrebbe anche essere revisionato, ma quel costo è nell’ordine delle cose.
A chi poi dice basta alle grandi opere dico che sono d’accordo, ma nel senso del basta alle grandi opere inutili e alle grandi opere demagogiche e/o finalizzate al mero consenso politico.
Non vorrei infatti che ora si creasse una falsa alternativa fra grandi e piccole opere. (magari per altri fini che la risposta a problemi reali).
I criteri sono la utilità socio-economica, la fattibilità, i costi a fronte dei benefici e la fatti.
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(*) p.s.:
Se la pedemontana sarà nel PRG allora l’annuncio della cassazione resta appunto ” un annuncio” .
Se non ci sarà nel PRG di Formia, ma resta nei programmi nazionali allora o bisognerà trovare un alternativa territoriale alla variante Appia , oppure bisognerà modificare il PRG ( e diventerà molto complicato), oppure ci si rassegna ad un corridoio tirrenico zoppo , le cui conseguenze potrebbero essere una amplificazione di quello che vediamo già oggi ( se il C.T. accresce il traffico , questo si scaricherà sulle zone non infrastrutturate in modo ancor più pesante.)

Enrico D’Angelis
Maurizio, c’è la risposta……..;è molto, molto semplice……..il centro destra prima ha dimostrato di non sapere neanche di cosa stesse parlando…..poi una volta tornato al governo della città ha lavorato a far decadere la gara già pubblicata sulla gazzetta ufficiale…….il centrosinistra prima ci ha messo anni e anni di discussioni interne per sapere cosa doveva o non doveva essere approvato….se fosse preferibile morire asfissiati dal traffico ma bevendo acqua pura oppure se le corsie dovevano essere due o quattro……alla fine fu approvato d’urgenza un progetto perchè non si sa bene la Regione di marrazzo che cosa ne dovesse fare…l’abbiamo approvato a doppia canna e a quattro corsie? ma evidentemente quel progetto non piaceva moltissimo quindi nessuno lo ha seguito……è stato semplicemnte lasciato a se stesso…….nessuno è andato in regione o al ministero a perorare la causa di quel progetto….infatti poi è venuta fuori la pedemontana leggera…….di cui pero’ non vi è traccia da nessuna parte…pare si tratti di un adegualento di viabilità interna con qualche tratto di collegamento nuovo che consenta di superare l’imbuto di via E; Filiberto mediante attraversamento a fianco della ferrovia fino al piazzale della stazione……poi non si sa. E’ sicuro che verranno fuori nuove idee progettuali…mi aspetto un ritorno della proposta di superamento di Formia su cavalcavia o con un tracciato a mezza costa ma poggiato sul crinale dei nostri monti e non in galleria….C’è una risposta……sta nel nostro infinito chiacchiericcio, sta nella incapacità che abbiamo avuto di prendere decisioni e responsabilità…….sta nella finzione di coalizioni falsamente amalgamete ed unite sulle cose da fare…..sta nella convinzione che abbiamo avuto che pero’ ancora in molti coltivano, che si possano governare questa città e questi luoghi con percentuali bassissime di consenso reale e sempre l’un contro l’altro armati…….mantenendo viva per decenni una perenne campagna elettorale fatta molto più di promesse e di programmi che di cose portate a casa. Che il centrosinistra regionale e provinciale, poi, ritenga che sotto Latina semplicemente non vi sia nulla, è cosa vergognosamente vera da decenni….non si capisce come mai il centrodestra abbia fatto vedere che la pensa allo stesso modo sulle grandi cose da fare….


Francesco Carta Francesco non sono d’accordo. A mio parere la pedemontana resta, come dice Maurizio, una grande opera utile, molto utile per il nostro territorio. Da un lato non posso credere che non sussistano soluzioni di tecnica costruttiva tali da consentire di soddisfare entrambe le mecessità: liberare la città dalla morsa del traffico pesante e continuare a bere acqua potabile, dall’altro penso che le cose anche quelle dofficili e costose si riescono a realizzare se ci si crede fino in fondo. Se c’è questa volontà, allora esce fuori anche quella sana caparbietà che consente di raggiungere l’obiettivo
Ma, appunto, bisogna crederci


Francesco Carta
C’è una visione storica dell’attraversamento di Formia legata al passaggio a monte. Nel piano regolatore Rossi, progettato nel 1970, compariva il passaggio a monte denominato pedemontana. Da allora, nell’immaginario collettivo, non s’è fatto altro che pensare alla pedemontana come attraversamento di Formia. Il Tempo, considerato in termini di economia, tecnica, impatto ambientale, avvicendamenti istituzionali e politici, ha dimostrato l’insostenibilità dell’attraversamento sopramontano. E anche il porto turistico è saltato su presupposti analoghi. Alla fine degli anni ’90 si decise di riconvertire il porto commerciale. Fu prodotto dalla Regione Lazio un concorso di idee. Arrivarono poi Michele Forte e Pino Simeone che invece promossero un progetto di finanza per realizzare un nuovo porto a ponente e a ridosso della villa di Cicerone e del porticciolo Caposele. Poi la decisione definitiva di compromesso politico, che con la “scienza delle costruzioni” dei porti e degli approdi c’entra come il cavolo a merenda, approdò alla darsena a sud dell’ultimo progetto. Torniamo alla sopramontana. Lo stato di necessità, nel mentre si progettavano sopramontane improbabili, spingeva le amministrazioni d’ogni colore ad effettuare interventi di mitigazione del traffico. Si cominciò nel 2004 a realizzare le rotonde secondo il presupposto di rendere il traffco scorrevole piuttosto che spezzettarlo con tanti semafori ed incroci a raso. Furono poi realizzati parcheggi sotterranei, a sorte variabile, ma comunque molto utili. Tutto sommato andar sotto e fluidificare il traffico sono stati gli unici ed efficaci interventi. Perchè non continuare restando coi piedi per terra?


Enrico D’Angelis
puo’ essere una scelta…auguri…….pero’ prendete una decisione una volta per tutte…altrimenti ricomincia la telenovela come con l’ospedale…….

Maurizio Aprea
perchè, Francesco non esci un attimo dalla visione puramente formiana della Variante alla SS7 Appia (Pedemontana) ? per capire i rischi cui va incontro Formia con l’idea della “Cassazione” per altro non condivisa al momento dal Govermo che per quanto definanziata la pedemontana continua a ritenerla un’opera strategica ( a proposito di entità di spesa . Uscire dalla Visione Formiana e Assumere una visione territoriale e Regionale ti fa vedere la pedemontana da altri punti di vista e anche Formia ( e tutti i suoi problemi) . Fa capire la perdurante necessità di un attraversamento che permetta la fluidificazione del traffico regionale/nazionale e la liberazione (anche ambientale) di Formia dalla incombenza di servirlo con le sue strade locali, siano esse quelle esistenti o altre sempre locali (senza con le stesse caratteristiche urbane ) aggiuntive . Se si fa il corridoio tirrenico, e ora arriverà fino a Latina, l’appetibilità della strada costiera aumenterà e il traffico sarà scaricato sull’intoppo costiero dell’area del Golfo. Non fare la Pedemontana ( o un opera analoga credibile e non una barzelletta) è aggravare le condizioni ambientali dell’area del Golfo e di Formia, aggravare la mobilità interna e le condizioni operative e delle imprese, la qualità della vita delle persone e la qualità dell’offerta turistica ( evidente minore attrazione dell’area e impatto sull’occupazione, …. e Acocella lo ha scritto 14 anni fa )… e ce dell’altro… ma mi sembra che intanto basti. Non condivido la tua posizione e neanche il punto di vista da cui parti. Il mega porto turistico è un’altra cosa, è una invenzione , che non ha agganci con la realtà viva delle imprese locali … mentre per quanto in maniera a volte criticabile a volte opportuna altre ipotesi erano emerse dalla realtà delle imprese e degfli investitori locali . Purtroppo come sempre a Formia prevale la visione dell’intervento salvifico dall’alto piuttostio che una indagine delle caratteristiche e delle potenzialità locali ( nascoste e oscurate da una logica , un po-assai provinciale mi sembra, condizionata nella analisi della realtà e nella elaborazione delle soluzioni da questa attrazione per il mega) . Una opzione, la vostra ( dico la vostra perchè il PD Formia con i suoi silenzi, tatticismi ecc, avalla e sostiene la linea prevalente , se non intenzionalmente certamente di fatto) che rappresenta una netta inversione rispetto al faticoso percorso del passato . Una Inversione ( forse liberatoria per chi, di destra e di sinistra, l’ha sostenuta) che può ben essere rappresentata dalle profonde diffenze di impostazione fra Purini ( consulente del momento , del centrodestra e del centro sinistra) e De Lucia che certo, a parte l’assurdità del taglio della litoranea (accettabile, e non ne sono certo , solo in presenza di una Pedemotana già operativa) ha rappresentato un taglio con un passato nefasto . anche per le indicazioni rispetto alla portualità. Infine ti prego di guardare le cifre (pag. 57 doc.Finanza 2014- allegato infrastrutture) che sono in ballo per il corridoio tirrenico meridionale 2° stralcio (latina – Appia) , si parla di circa 1,5 miliardi di euro. L’importo della pedemontana non è fuori scala considerato il traforo. E comunque sull’importo della Pedemontana mediterei su quanto hanno inciso i tempi delle decisioni ( e dell’impegno) locali sulla variazione da iniziali 435 mll di euro a oltre 700

Francesco Carta Non mi convinci finquando non dimostri che 12 km di strada in montagna, di cui 6 in galleria e in doppia canna, costino meno, siano meno impattivi e più facilmente realizzabile sotto il profilo ingegneristico, dei 4 km di ricoversione della litoranea (che comunque resta indispensabile se si vuol realizzare uno straccio di porto turistico).

Maurizio Aprea
Ma qui non si sta parlando del progetto come è stato fatto, ma del progetto di territorio che c’è a monte . Quello specifico della strada potrebbe o poteva essere migliorato immagino. Ma anche questa possibilità è ridotta al lumicino partendo dalle premesse locali di cui parlavo.

Francesco Carta
A Boston un Assessore italoamericano è stato protagonista di un’operazione fantastica: ha messo sotto terra una strada tre volte più grande della presunta pedemontana senza toccare una vena d’acqua. Più volte ti ho posto la domanda sul perchè la sopramontana fosse sempre e solo l’unica alternativa di attraversamento di Formia. Se vogliamo restare al significato delle parole “pedemontana” significa “ai piedi dei monti” mentre la progettazione ha sempre riguardato opere sopra le nostre montagne e la strada si continua a definire pedemontana mentre in realtà sale sui monti con 5 ponti a lunga campata + due gallerie di 6 Km per una lunghezza complessiva di 12. La verità è che bisogna razionalizzare di più le risorse e gli impatti come diceva il compianto Antonio Cederna alla biblioteca comunale alla metà degli anni ’80.

Maurizio Aprea
SI però non tiriamo in ballo Cederna e altri per giustificare le posizioni sulla Pedemontana…..lo trovo alquanto fuori luogo visto il pregresso. Inoltre a proposto di valori ambientali sarebbe opportuno, una buona volta, che si parlasse, e sopratutto si studiassero e documentassero, le conseguenze ambientali sulla città, sulla natura costiera, sulle persone e anche sul paesaggio ( non fare la pedemontana significa fare nel tempo una montagna di altre cose che non basteranno mai) della non realizzazione di una strada di by-pass. E poi come fai a citarmi la strada sott’acqua di Boston quando attachchi la Pedemonytana sui costi ? Se credi che esistano altre vie più razionali studiatele e dille o ditele ( io non ce l’ho), ma se non escono fuori ci sarà una ragione . Aspettiamo altri 34 anni per scoprile? … Tutto sommato la pedemontana Rossi andava bene anche paesaggisticamente , ma poi è stata resa inattuabile . La sinistra si oppose ( e lì anch’io per quel poco che contavo, mi sono sbagliato) anche perchè più che il merito si è vista la politica.

Francesco Carta
Tra non molto tireremo fuori i calcoli per l’interramento della litoranea e dimostreremo quanto sia più realistico nell’immediato questo intervento. Lo abbiamo già fatto per l’ospedale dimostrando che piuttosto che rammendare “Dono Svizzero” e pastificio è assolutamente più razionale fare una struttura nuova. Dopo di che, caro Maurizio, il sottoscritto ha sempre partecipato alle decisioni con spirito costruttivo tant’è che ho votato tutti i progetti passati in Consiglio Comunale dagli inizi degli anni ’90 al 2008. Dunque non mi sento responsabile delle opere non fatte. Insisto sul fatto che quelle opere non sono state realizzate perchè concettualmente sbagliate. Ad ogni modo per sabato 12 luglio alle ore 16 prepariamo un incontro all’ex archivio storico su questi temi. Ciao

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