GIOVEDI’ 13 OTTOBRE ORE 18 PRESSO IL GRAN CAFFE’ TIRRENO – SABATO 15 OTTOBRE GAETA

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FORMIA GRAN CAFFE’ TIRRENO
GIOVEDI’ 13 OTTOBRE 2016
ALLE ORE 18 CONFRONTO “CITTADINI TRA SI E NO” CON LA PARTECIPAZIONE DEL SOTTOSEGRETARIO MARIA TERESA AMICI

Per una scelta consapevole al Referendum Costituzionale del 4 Dicembre 2016, ci incontriamo presso il Gran Caffè Tirreno in Via Vitruvio. UN SERENO DIBATTITO PER confrontarsi e saperne di più. L’incontro è aperto al pubblico.

La seconda parte della Costituzione, quella che attiene alla organizzazione dello Stato (non la prima in cui sono scritti i principi ispiratori che resta com’è) è stata cambiata ben 9 volte. I costituenti lo avevano abbondantemente previsto tant’è che avevano disposto, con l’articolo 138 della stessa carta, i criteri e le modalità per farlo. L’assegnazione dei seggi in Senato, quello che c’è attualmente, avviene con criteri del tutto proporzionali mentre alla camera è previsto un premio di maggioranza. Non è difficile comprendere come l’attuale sistema parlamentare stenti a funzionare. Dal 1994 in Senato non si determina una maggioranza adeguata e coerente con quella della Camera. Nel 2006 cadde il Governo Prodi perchè il Senatore De Gregorio, eletto con l’Italia dei Valori, fu corrotto da Berlusconi e passò all’opposizione. E’ realistico supporre che dopo tanti infruttuosi tentativi, se dovesse saltare anche quest’ultima opzione, sia possibile farne un altro con successo e a breve? Quanto alla norma che eleva il numero delle firme per la proposta di legge, la differenza è questa: oggi con 50 mila firme il Parlamento non ha l’obbligo di prenderla in considerazione e discuterne. Con 150 mila firme il Parlamento ha l’obbligo di discuterne ed eventualmente approvarla. Per il Referendum: con la raccolta delle 500 mila firme il quorum resta la metà + 1, dunque più del 50% degli aventi diritto di voto ed il referendum potrebbe non passare (vedi trivelle). Con la nuova norma, 800 mila firme, il quorum decade e dunque è sufficiente la metà + 1 dei votanti e dunque il referendum passa comunque.

DUNQUE IL TEST E’ CONFUSO?
Sicuramente è frutto non di esperti e raffinati costituzionalisti, anche se tra i parlamentari ve ne sono, ma del Parlamento stesso con tutte le mediazioni possibili del caso. L’eccessiva richiesta di normare può produrre delle contraddizioni ma la Corte Costituzionale è preposta a correggere. Spetta ad essa l’ultima parola tant’è che anche l’esame della nuova legge elettorale è stato rinviato a dopo il Referendum. Forza Italia aveva votato la riforma ma dopo l’elezione del Presidente della Repubblica ( in cui aveva votato contro), si è espressa per il no. Poi ci sono stati i voti di fiducia imposti dal governo. In sostanza ed in ogni caso si è espresso il Parlamento così come prevede l’articolo 138 della Costituzione. Infine due considerazioni. Una riforma se non si sperimenta non si può dire dove e quando funzioni o non. La legge elettorale “Italicum”, di fatto già posta in discussione prima ancora di averla provata, sta suscitando molti distinguo ed ostilità. Bene, ormai è chiaro e palese che verrà emendata. Un fatto singolare però è accaduto. Dal 2005 votiamo con il “porcellum”, così definito dal “saggio” Calderoli non appena mise fuori il naso dalla baita di Lorenzago. Disse che la legge era una porcata per non far vincere l’allora opposizione. Ahimè, disse proprio così. Vinse Prodi nel 2006 ma cadde dopo circa due anni per la mancata fiducia al Senato (votato col proporzionale e con dentro De Gregorio che si fece corrompere da Berlusconi con due milioni di euro). Che strano paese l’Italia, nessuno fiatò, nè la maggioranza e nemmeno l’opposizione. Ora parebbe che siamo alla vigilia dell’Apocalisse!!

Ricorre un’affermazione: un parlamento di nominati non può cambiare la Costituzione.

E quì occorre fare alcune considerazioni: dunque, siccome la Corte Costituzionale ha dichiarato (e modificato) incostituzionale il “porcellum”, l’attuale parlamento non sarebbe legittimato a riformare alcunchè. Per la stessa ragione andrebbero abolite tutte le leggi emanate dal parlamento fin dal 2005, anno in cui fu inaugurato “il porcellum”. Si potrebbe eleggere una commissione ad hoc per studiare la procedura, eleggere il nuovo parlamento con il “consultellum” (porcellum modificato dalla Corte) e riadottare le leggi. Gli italiani: che grande popolo!!!

Dunque le leggi fatte dal 2005 ( 11 anni di vita e storia del nostro paese) si possono accettare, magari anche la corruzione di De Gregorio da parte di Berlusconi che fece cadere Prodi al Senato, mentre la riforma dell’organizzazione dello Stato (seconda parte della Costituzione già cambiata e stracambiata ben 9 volte) non dovrebbe essere toccata da parlamentari nominati. Intanto la procedura seguita rispetta interamente l’articolo 138 della Costituzione e dunque ne è legittimata. Siccome la riforma l’ha votata anche Verdini, chi vota sì fa schifo come lui. Naturalmente tra coloro che non l’hanno votata sono tutti immacolati a cominciare da Salvini proseguendo pei grillini fino a Brunetta. Trovo questo modo di ragionare semplicemente aberrante. Restando al merito: dal 1994 in Senato non si riproduce una maggioranza stabile e coerente con quella della Camera dei Deputati. Siamo nella media con un governo ogni due o tre anni. E’ impossibile continuare così. Il vero nodo non è la riforma costituzionale ma la legge elettorale. Chi vuole far cadere il governo e mandare a casa Renzi lo dica e lo faccia esplicitamente senza offendere e gridare allo scandalo. Avrebbero più dignità!!!

Sabato 15 Ottobre 2016 a Gaeta Sala Papa Giovanni XXIII° incontro sul Referendum “Basta un sì” con Carlo Fusaro, professore di diritto pubblico comparato presso l’Università di Firenze, e Antonio Davide Ambroselli, coordinatore di Giovani Giuristi per il Sì

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