Incontri e Confronti presenta: “Non volevo morire così” di Pier Vittorio Buffa

Giorno delle Forze armate e dell’Unità nazionale – Mattarella: nessuno Stato può farcela da solo, serve ordine internazionale per cooperazione e pace

Giorno delle Forze armate e dell’Unità nazionale – Mattarella: nessuno Stato può farcela da solo, serve ordine internazionale per cooperazione e pace

mattarella

foto di Umberto Pizzi da “Formiche”
Il capo dello Stato intervistato dal Corriere della Sera: “L’amor di Patria non coincide con l’estremismo nazionalista”

04 novembre 2018 “Le democrazie hanno bisogno di un ordine internazionale che assicuri cooperazione e pace, altrimenti la forza dei loro stessi presupposti etici, a partire dall’inviolabilità dei diritti umani, rischia di diventare fragile di fronte all’esaltazione del potere statuale sulla persona e sulle comunità”. E’ la riflessione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un’intervista al Corriere della Sera nel centenario della fine della Grande Guerra, nella quale mette in guardia dall'”estremismo nazionalista”. “Il 4 novembre 1918 – dice il presidente – è il giorno della piena conquista dell’Unità d’Italia, con Trento e Trieste, al prezzo di centinaia di migliaia di morti e di sofferenze immani”. Poi, “il fascismo fece propria e diffuse l’idea della guerra ‘generatrice’ della Patria, attraverso il sangue degli italiani”. E “l’esasperazione del nazionalismo fu posta alla base di una supremazia dello Stato sul cittadino, di una chiusura autarchica”, ma “oggi – afferma Mattarella – possiamo dirlo con ancora maggior forza: l’amor di Patria non coincide con l’estremismo nazionalista”, “l’amor di Patria oggi è inscindibile con i principi della nostra Costituzione, che ne sono il prodotto e il compimento”. Il presidente dice di non temere ora “la ricomparsa degli stessi spettri del passato, pur guardando con preoccupazione a pulsioni di egoismi e supremazie di interessi”. E spiega: “L’Europa si è consolidata nella coscienza degli europei, molto più di quanto non dicano le polemiche legate alle necessarie, faticose decisioni comuni nell’ambito degli organismi dell’Unione Europea”. “A volte – prosegue Mattarella – questa interdipendenza appare a taluno come un vincolo”, “di fronte a una crisi, a un’insufficiente capacità di governo dei processi globali, si cerca nel focolare domestico la protezione dagli effetti dell’interdipendenza. Ma nessuno Stato, da solo, può affrontare la nuova dimensione sempre più globale. Ne uscirebbe emarginato e perdente. Soprattutto i giovani lo hanno compreso. Sono cresciute giovani generazioni che si sentono italiane ed europee”, conclude il capo dello Stato.

Toni Morrison e l’arte di spiegare il razzismo ai ragazzi (di Roberto Saviano sul quotidiano La Repubblica)

Toni Morrison e l’arte di spiegare il razzismo ai ragazzi (di Roberto Saviano sul quotidiano La Repubblica)

morrison 2

Abbiamo sentito talmente tanto pronunciare la parola razzismo da aver smesso di comprendere il suo sinistro significato. Ci sembra la parola diventata un disturbo, come una tosse, un catarro che viene a chi è stato troppo esposto al freddo del passato. Una definizione antiquata, da cui difendersi per tornare a essere liberi di dar giudizi o fare analisi.

Toni Morrison in queste pagine rare, diverse da tutto ciò che ha scritto prima, mostra l’urgenza, dimostra l’imperativa necessità di occuparsi di razzismo. Racconta scrivendo, anzi battendo il martello delle parole sul metallo dei concetti, come il razzismo sia l’inclinazione comune, lo spontaneo cercare di sentirsi qualcosa di più che soli individui, e per realizzare questa elevazione di sé, si seleziona chi escludere. Esisto solo se escludo qualcuno, esistiamo solo se scacciamo nel basso dei commenti e delle gerarchie umane chi ci appare diverso. E può essere chiunque: il meridionale, il nero, il bianco isolato, il matto, il povero, il disabile, tutti possono essere minoranza in questo mondo, non esistono contesti protetti.

Questo libro dovrebbe essere tra le mani di professoresse e professori per raccontare ai loro studenti come fu inventata una patologia, sì, proprio una malattia, per descrivere il desiderio di fuggire dalla schiavitù degli africani deportati in Nordamerica. Ma come, possibile che sfuggire alla miseria e ai ceppi sia una malattia? In quegli anni inventarono anche questo e gli diedero un nome, “drapetomania”, descritta come “il disturbo che spinge gli schiavi a fuggire”. La cura? Farli lavorare, sferzarli, isolarli, considerarli non bestiame ma nemmeno uomini: qualcosa di intermedio. Questo limbo è lo spazio dove releghiamo l’altro, qualsiasi altro e, per capire come venga creato e come riesca a diventare anche un posto fisico, reale, tangibile, queste pagine sono indispensabili. E non è passato, dice Toni Morrison, il razzismo è qui, ora, subito e se non conosci cosa è accaduto, non riconosci gli echi di ciò che accade.

Toni Morrison parla dei flussi migratori in America e dice come la più grande comunità migrante negli USa sia quella tedesca, molto più folta di quella inglese e di quella afroamericana, ma la comunità tedesca si è mimetizzata, quasi nascosta, ha modificato i propri cognomi cassando la propria origine particolare. Nessuno di loro viene definito tedesco-americano, come accade per altre comunità di immigrati. Fino a qui magari tutto sembra rientrare in una normale volontà di integrazione e di evitare che le differenze siano evidenti, se non fosse che uno dei meccanismi usati dalla migrazione tedesca è stata il costruire un’identità contro qualcuno. Non esisti se non in contrapposizione a qualcuno, non sei incluso se non escludi.

L’identità in contrapposizione con l’altro è persino nella scrittura. Toni Morrison cita Faulkner ed Hemingway e spiega come, anche loro, non riescano a relazionarsi a uomini e donne neri se non indicando la diversità del colore della pelle. Il bianco è “il locale”, “l’americano”, “il guercio”. Il nero è il nero. Il nero o viene chiamato col suo nome o definito dal suo colore. Raccontare l’utilizzo del colore in letteratura serve a Toni Morrison per raccontare come questa prassi, in realtà, derivi dalle leggi stesse che hanno codificato l’identificare l’essere umano dal colore della sua pelle. Il codice penale americano del 1847 diceva: qualsiasi persona bianca si ritrovi con schiavi o negri liberi, allo scopo di insegnare loro a leggere o scrivere, verrà reclusa in prigione per un periodo non superiore a 6 mesi. Sino al 1944 nella città di Birmingham era vietato “a negri e bianchi di giocare assieme in luogo pubblico a carte, dama, scacchi”. Quindi l’identità del bianco è data dall’esclusione del nero. Senza il nero, tra i bianchi tornerebbero le divisioni in ricco, povero, bello, orrido, privilegiato o sfruttato, simpatico, ignorante, di talento. In contrapposizione al nero, invece, diventa solo bianco, vincente, parte attiva del mondo. Lo stesso concetto di nero è quasi inesistente in Africa dove, con eccezione dei sudafricani, non si definiscono neri ma ghaneani, guineani, sudanesi, maliani, nigeriani. La variazione delle tonalità del colore nero non costituisce un dettaglio significativo, non costituisce “differenza”, e rende sostanzialmente la pelle scura identica alle varie tonalità di pelle bianca che può essere olivastra, più chiara, più scura. La polarizzazione sul nero non c’entra col colore in sé, ma c’entra con la necessità di escludere; c’entra con chi non è inserito, c’entra con gli esclusi che possono o meno essere inseriti nella comunità degli inclusi. E l’inclusione di alcuni esclusi genera altra inclusione e, soprattutto, altra esclusione.

È interessante seguire, nel racconto di Toni Morrison, episodi di persecuzione per capire come non si debba e non si possa essere indecisi su come trattare i casi di razzismo che oggi si presentano. Cambiano i tempi, cambiano i luoghi, cambiano anche le modalità ma non il fine, e quel fine dobbiamo smascherare. Nel 1944 Booker Spicely viene ucciso a Durham nel North Carolina da un conducente di autobus perché si era rifiutato, per stanchezza, di andare in fondo, al posto dei neri. Nel 1946 Maceo Snipes viene prelevato a casa sua e ucciso a colpi d’arma da fuoco in Georgia perché aveva votato alle primarie democratiche. Gli verrà appeso al collo un cartello con su scritto: il primo negro a votare ora non voterà mai più.

Toni Morrison racconta di come, nel Ventesimo secolo, i neri non più schiavi iniziano a decidere tra loro quale gradazione di nero sia più nera di altre.
Il “nero mezzanotte”, così viene definito il colore della gradazione più scura, è garanzia del vero nero e dà la certezza che un nero così non potrà mai essere accettato nella società dei bianchi. In Paradiso Toni Morrison racconta di questa perversione come garanzia di identità e alleanza: non potrà mai un “nero mezzanotte” pensare di piacere ai bianchi perché non ha la pelle cacao, cioè mischiata col bianco. Lo scopo di tutto questo, dice Toni Morrison, è semplice: far morire l’idea di un’umanità comune. Ed è esattamente quello che sta avvenendo in queste ore, in questi giorni, settimane e mesi.

Toni Morisson rifugge il nazionalismo black, così come rifugge dalla logica contraria del povero e dello sfruttato come il giusto della società. La sua grandezza è nel riportare tutto alla dimensione umana. Il razzismo non è qualcosa che puoi allontanare, non è un vecchio orpello del passato che nessuno vuol sentire più pronunciare e che nessuno pronuncia temendo d’essere accusato di troppa correttezza. Il razzismo sta crescendo nel disastro della mia Italia, della mia Europa. Si cerca di sentirsi diversi, fortunati, ricchi o sulla strada della ricchezza solo vessando il profugo, incolpando chi lo sta salvando dal mare. Razzismo non è proclamare la superiorità della razza ariana, non è credere all’esistenza delle razze in contrapposizione alla scienza che ha dato prova dell’esistenza di un’unica razza, quella umana. Razzismo è impedire la creazione di una umanità comune.
– © 2018, Roberto Saviano
Tratto da “L’origine degli altri” di Toni Morrison edito da Mondadori libri S.p.A per Frassinelli.

IL LIBRO
L’origine degli altri di Toni Morrison (Frassinelli, trad. di S.Fornasiero, pagg. 168, euro 15,90). Il brano qui pubblicato è un estratto della prefazione italiana, scritta da Roberto Saviano

VENTOTENE: ACQUA DISSALATA E L’ISOLA RESTA SENZA ACQUA POTABILE

VENTOTENE: ACQUA DISSALATA E L’ISOLA RESTA SENZA ACQUA POTABILE

DSC_6749la salamoia scaricata sugli scogli con evifenti effetti in mare



Acqualatina Direzione Ingegneria Ing. Ennio Cima
Resp. Qualità delle Acque Alessandro Terracciani
acqualatina@pec.acqualatina.it
Ministero Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare
Direzione Generale Divisione II – il Direttore Antonio Maturani
pnm-ii@pec.minambiente.it
Al Ministero della Salute dgprev@postacert.sanita.it
Istituto Superiore di Sanità Rep. Igiene Acque Interne Dip. AMSA
Dr. L. Lucentini – Dr. Emanuele Ferretti emanuele.ferretti@iss.it
AUSL Latina Direttore Dip. Prevenzione Dr. Igino Mendico
protocolloaoo10@pec.ausl.latina.it
ASL LT SIAN Dott.ssa P. Lucantonio protocolloaoo10@pec.ausl.latina.it
Alla Regione Lazio DG Ambiente e Sistemi Naturali
direzioneambiente@regione.lazio.legalmail.it
Gestione delle acque Dirigente dott.ssa Luciana Distaso
risorseidrichesii@regione.lazio
DG Risorse idriche e difesa suolo Concessioni Demaniali Marittime
PEC: direzioneacquaesuolo@regione.lazio.legalmail.it
Dir. Generale ARPA Lazio direzione.centrale@arpalazio.legalmailpa.it
ARPA Lazio Dott.ssa C. Fabozzi sezione.latina@arpalazio.legalmailpa.it
Provincia di Latina Settore Ambiente
ufficio.protocollo@pec.provincia.latina.it
RAM – Reparto Ambientale Marino del Corpo delle Capitanerie di Porto
ram@pec.minambiente.it
Area Marina Protetta e Riserva Statale “Isole di Ventotene e Santo Stefano
riserva@pec.comune.ventotene.it
S.T.O. ATO 4 Ing. Angelica Vagnozzi sergeteria@pec.ato4latina.it
Prefetto della Provincia di Latina, S.E. Trio Maria Rosa
prefettura.prelt@pec.interno.it
Al Proc. Capo Procura della Repubblica di Cassino, Dr. Luciano D’Emmanuele
prot.procura.cassino@giustiziacert.it

Oggetto: potabilità dell’acqua erogata nel civico acquedotto di Ventotene

Facendo seguito alle nostre precedenti note del 17 04 2018 prot.1752 e del 02 07 2018 prot. 3191, Si fa presente quanto segue:
Dal Novembre 2017, allorquando fu immesso in rete il permeato proveniente dall’impianto di dissalazione, nella gran parte dell’isola di Ventotene è stata segnalata la fuoriuscita dai rubinetti di acqua di colore ferruginoso contenente elevati valori di ferro. Negli esami del 15 Maggio 2018, ben 5 prelievi su 8 contenevano percentuali di ferro superiori alla norma (200 mcg./litro) con picchi elevatissimi: Chiesa S. Candida 964 mcg., Calarossano pompa di benzina 16.909 mcg./l, hotel Isolabella mcg./l 1.149, Poliambulatorio mcg./l 1.650, Case popolari 3.280 mcg./l. Costanti e continue sono state, a questo proposito, le segnalazioni da parte del Comune di Ventotene così come erano stati segnalati i valori di Boro al di sopra dei limiti di legge. Sono state fatte segnalazioni anche in relazione allo scarico improprio della salamoia e dei reflui provenienti dal contro lavaggio delle membrane, così come è stata sottolineata l’inopportuna localizzazione dell’opera di presa all’interno del porto nuovo. Il Comune di Ventotene ha segnalato ripetutamente al Gestore la necessità di estendere il monitoraggio delle qualità dell’acqua a molti altri punti da dove pervenivano segnalazioni di intensa torbidità.

20180917_103140DSCN0468

Detto fenomeno si può risolvere solo se si sostituiscono quei tubi ammalorati in cui il permeato proveniente dal dissalatore sta favorendo il distacco delle incrostazioni di calcare misto a ferro. Attualmente il gestore sta installando un secondo modulo per abbattere il Boro e farlo rientrare nei parametri previsti dalla Legge. La presenza di Boro in eccesso era stata già rilevata nei mesi scorsi, un ulteriore elemento che dimostra come, ancor prima di ora, l’acqua erogata non fosse potabile.

DSC_6773

CONFERENZA DEI SINDACI DI ATO 4 – VENERDI’ 3 AGOSTO 2018

CONFERENZA DEI SINDACI DI ATO 4 – VENERDI’ 3 AGOSTO 2018

DSC_8867
Ventotene 2 Luglio 2018 acqua del rubinetto di casa Taliercio
DSC_8871
Erano in 17 i Sindaci o i delegati alla riunione di ATO4. Come sempre assenti tutti i comuni della Provincia di Roma (3), quelli della provincia di Frosinone (4) e molti della provincia di Latina. La riunione è iniziata con il numero legale raggiunto all’arrivo del delegato di Ventotene. Il Presidente Medici parte dalla pubblicizzazione dell’acqua facendo un riepilogo di quanto è stato fatto ma è subito evidente che questa discussione, di fronte a poco più della metà dei rappresentanti dei comuni, è decisamente inconsistente. Prende la parola Domenico Guidi, Sindaco di Bassiano, per sottolineare come il 3 di Agosto si propone un ordine del giorno e una discussione ripetitiva sulla pubblicizzazione dell’acqua per poi passare all’ approvazione del bilancio della Segreteria Tecnica Operativa dell’ATO4, organismo che ha funzioni di vigilanza sulla gestione del servizio, di controllo degli standard e di pianificazione/controllo degli interventi. A dire il vero la Segreteria Tecnico Operativa, guidata dall’Ing. Angelica Vagnozzi, che assume la rappresentanza dei Comuni e degli utenti di fatto agisce come un’articolazione di Idrolatina, il socio privato di Acqualatina: mai una censura o una critica nei confronti del gestore. Nella riunione del tavolo tecnico del 22 Maggio scorso per il Piano di Sicurezza delle Acqua, la Vagnozzi sussurra agli Assessori di Ventotene e Ponza queste testuali parole: “sono la responsabile della STO, sono dalla parte vostra”. Che strano approccio! Perché siffatta dichiarazione? Con tutto quello che sta accadendo a Ventotene col dissalatore, volendo, ce n’è di arrosto per farsi sentire ma la ineffabile STO, con la sua Responsabile, mai ha dato riscontro alle ripetute note di protesta partite dal Comune di Ventotene. Per non parlare dell’ASL o dell’OTUC (Organismo di Tutela dei diritti degli Utenti e dei Consumatori del Servizio Idrico Integrato). L’OTUC per rappresentare i diritti e gli interessi degli utenti, verificare reclami e segnalazioni ed ottenere dal gestore riscontro e soluzioni adeguate, becca 10 mila euro l’anno da Acqualatina. Ergo, anche da parte di questo organismo giunge un silenzio assordante.

Cosa combinano i dissalatori con la loro acqua immessa nelle condotte che per anni sono state attraversate da acque dure, lo sanno solo quelli di Acqualatina, della società Acciona che li produce ed affitta, e gli utenti che ci “acchiappano sotto”. Per mesi il distacco delle incrostazioni calcaree, provocato da acqua a bassa salinità, ha reso marrone l’acqua di Ventotene (e in molti casi ancora oggi). Acqualatina dice che va tutto bene, L’ASL non s’ immischia, la Vagnozzi pure, l’OTUC si guarda bene dall’intervenire. In alto loco, in Regione e a Zingaretti, giunge voce che a Ventotene non vogliono i dissalatori per pregiudizio ma nessuno approfondisce il problema. Ignoranza e complicità regnano alla grande. Ma torniamo alla seduta del 3 Agosto. Il Presidente Medici reinterviene ripetutamente dopo ogni intervento dei delegati, nel tentativo di argomentare e convincere i presenti ad approvare la delibera e sostenere la Vagnozzi e la STO. La ripubblicizzazione dell’acqua non sta dietro l’angolo, sarà una storia lunga e complessa. Ci sono debiti, gli utili ufficialmente dichiarati nel 2016 furono 18 milioni di euro mentre nel 2017 sono stati 11 ma molti crediti sono inesigibili ed in più c’è la storia dell’azione di classe per i rimborsi delle partite pregresse. Naturalmente Idrolatina (socio privato di Acqualatina) non ha alcuna intenzione di investire gli utili nell’ammodernamento delle reti, pretende di farlo aumentando le tariffe o richiedendo fondi pubblici. I fondi per la calamità naturale, non utilizzabili per la manutenzione, sono impegnati per il collegamento Cellole – Minturno ed il campo pozzi dell’Acervara poiché furono i Sindaci all’unanimità (spaventati dalla crisi) a chiederlo alla Regione Lazio. Non sarà facile superare Acqualatina ma tuttavia è vitale tentare. Per questo e per quanto ci riguarda, non abbiamo vincoli di Partito né siamo obbligati ad alcuna difesa di “chicchessia”. Appoggiamo decisamente e senza riserve l’Azione di Classe contro Acqualatina che, è il caso di ricordarlo, partì da un incontro svoltosi nella Festa de l’Unità del Luglio 2017. FC

DSC_4564

Filtri per depurare acqua

filtri 31 luglio 2018 pierfilippo torre (1) filtri messi a confronto, a sinistra il nuovo, a destra il filtro dopo una settimana.