Piove comune ladro, anzi topo. H24 titola: maltempo e allagamenti a Formia: fiumi d’acqua, tombini divelti e topi morti in piazza. Commercianti esasperati.
Propone un articolo di denuncia sullo stato della rete di smaltimento delle acque piovane. Riporta anche il posizionamento nei pressi degli esercizi commerciali di largo Paone di un topo annegato. Quest’ultima notizia è descritta in modo sensazionale: topi morti in piazza. Fa pensare ad un ecatombe di topi protesi a cercar scampo dall’acqua un po’ come la popolazione di Pompei sorpresa dalla lava del vesuvio. Inoltre distribuisce le responsabilità sia sui governi cittadini guidati da Michele Forte che da Sandro Bartolomeo. Tranne la breve parentesi di Antonio Miele, dal 1993 la staffetta è stata appannaggio dei due suddetti Sindaci ma al di là delle diatribe contro di essi nessuna osservazione critica è stata mai espressa nei confronti del progettista e del direttore di quei lavori. Vediamo come stanno le cose e soprattutto quali iniziative intraprendere.
A Formia non esiste una separazione delle acque piovane dai reflui urbani. La gran parte del deflusso delle acque piovane finisce in fogna e quando piove in abbondanza tracima tutto: reflui ed acque meteoriche. L’unica separazione di una certa consistenza si fece quando furono realizzati i marciapiedi della via Vitruvio interrando tubi dedicati alla raccolta e al deflusso delle acque piovane. La fognatura e la condotta dell’acqua potabile erano state già realizzate, con fondi della provincia.
La parte bassa della città ha sempre avuto una criticità spiccata ma anche la rotabile per Maranola e la via Ferrucci divenivano anch’esse fiumi d’acqua presentando notevoli problemi di deflusso malgrado la stretta vicinanza del torrente rio Fresco. Largo Paone resta probabilmente la criticità più importante. La realizzazione della piazza dove insiste la fontana a quota inferiore rispetto alla strada è stato l’errore più grande che si potesse fare. All’epoca un Michele Forte mattiniero era lì, ogni santo giorno, a dirigere i lavori. In verità c’erano anche il progettista e il direttore dei lavori.

rompono il pavimento appena fatto per realizzare l’accesso ai portatori di handicap

lavori di ampliamento nei pressi della “rondella”
Da questo autorevole trio è nata la fontana bassa. Furono lavori fatti e rifatti. Fecero, demolirono e rifecero i lavori della “rondella”, così come la rampetta per i portatori di handicap tra la piazzetta ed il marciapiedi. Naturalmente quei lavori hanno avuto un costo ed oggi per rifarli si dovrebbero spendere altri soldi ma delle due l’una: o si elimina la quota inferiore della fontana e dell’area antistante gli esercizi commerciali oppure si realizzano dei piccoli “Mose” analoghi a quello di Venezia: delle paratie mobili disposte sulla soglia dei negozi da tirar su in occasione…. dell’acqua alta!!!!!!!!!!!


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