La strage di Nizza

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La strage di Nizza
Ormai anche nello stragismo domina la fantasia creativa. Ci sembrò incredibile che degli aerei potessero finire sulle torre gemelli e provocare la madre di tutte le stragi terroristiche. Gli attentati con le autobombe in Iraq ( e un camion bomba colpì anche i nostri carabinieri a Nassirya) e, più recentemente, gli assalti con i Kalashnikov a Charlie Abdo e al Bataclan, e le bombe negli aereoporti spinsero le polizie europee a rafforzare la vigilanza su tutti gli obbiettivi sensibili. Stazioni ferroviarie, areoporti, edifici pubblici, porti, insomma quasi tutto diveniva obbiettivo di attentati terroristici. Ma la genia criminale già pensava ad altro: appunto quella del Tir sulla folla come a Nizza.

Tutto questo mira unicamente a creare paura e soprattutto a spingerci in una trappola formidabile che è quella di reagire con altrettanta violenza. Mirano a disarticolarci producendo odio e contrapposizioni estreme nel tentativo di eliminare la coesione delle nostre comunità. Nel momento in cui l’Europa subisce la più vasta immigrazione da Sud, che non trova precedenti nei secoli scorsi, mentre ancora l’uscita dalla crisi economica e politica è lontana ed infuriano gli odi razziali, l’attentato terroristico fa da “trigger” cioè da grilletto che tutto fa precipitare. Ecco perchè bisogna cautelarsi, tenere gli occhi aperti ma continuare a vivere, impegnando la politica ad abbassare i toni e a vedere più lontano, con sostanziali iniziative affinchè nei paesi da dove si fugge si ricreino elementari e degne condizioni di vita. Non c’è muro che possa scansarci, nè filospinato o mare burrascoso che possa fermare i disperati fuori e dentro i nostri confini. Non c’è altro modo per difenderci di fronte al Tir “… che portava gelati”!nizza 10

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