“Caro amico ti scrivo così mi rinfranco un po’, l’anno vecchio è finito ed il nuovo già arrivò”. L’ottimismo della volontà è giusto e necessario ma gli auguri eccessivamente ottimistici suonano una presa di posteriore se le cose vanno male.Giorgio Napolitano ha saputo sottolineare il percorso fatto, senza nascondere le difficoltà e le cose che non vanno e, al tempo stesso, ha rivolto gli auguri agli italiani. Marco Travaglio definisce Giorgio Napolitano il peggior Presidente della Repubblica. Si sa che per trovare qualcuno degno di un suo giudizio positivo è assai impegnativo però questa volta esagera. Nella gravissima situazione del Paese, con la politica, i partiti ed il parlamento collassati cosa avrebbe dovuto fare? Lasciare l’iniziativa a chi non ha saputo prenderla? Accentuare i conflitti? Irrigidirsi di fronte alle contraddizioni di questo nostro Paese che se non le avesse avute non si sarebbe trovato come ora alla frutta? Napolitano ha sottolineato con insistenza la necessità di debellare l’economia criminale e la corruzione, capaci di insinuarsi in ogni piega della società. L’appello insistente anche in favore del lavoro, dei disoccupati e del futuro dei giovani. Ha colto i tratti essenziali della crisi e delle cose che dobbiamo fare.
Il 2015 ha già portato una novità: l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica che dovrà tenersi entro la fine del mese. Vedremo se il parlamento saprà essere classe dirigente come richiedono i tempi e le condizioni del Paese. La crisi e la disoccupazione stanno allontanando dall’Italia i nostri giovani. Era già iniziato da alcuni anni ma ora è divenuto un vero e proprio esodo. Forse dagli anni ’50 e ’60 non si ricorda un movimento migratorio come quello attuale. Ora per fermare o almeno attenuare questo grave fenomeno che rischia di impoverirci irrimediabilmente, occorre rivoltare la città come un petalino. E’ necessaria una rivoluzione culturale, di metodo e di prassi politica. Bisogna rilanciare la crescita, che non ci casca addosso dal cielo, decidendo una buona volta per le infrastrutture: in primis la portualità turistica, poi piano regolatore, aree industriali dismesse, e poi ancora buon governo, rispetto delle norme, tensione ideale e morale e non ossessione del consenso elettorale, ripresa della fiducia dei cittadini, esempio e assunzione di responsabilità come classe dirigente.
Il rimpasto di giunta e la discussione sugli abbandoni a catena, le dimissioni della Clide Rak e da capogruppo di Schiano nonché dei diversi consiglieri di maggioranza dalle presidenze delle commissioni, restano distanti dalle necessità anzidette. Per questo occorre riprendere l’iniziativa politica. Abbiamo lasciato che il Sindaco esercitasse la sua piena autonomia nell’indicare i nuovi Assessori al commercio e al bilancio ma allo stesso tempo è giusto e necessario che le parti politiche, i partiti di maggioranza, riprendano la funzione che gli è propria ed è quella di progettare, proporre ed ottenere le cose utili e giuste per i cittadini ed il territorio. La politica ed i partiti, ed i loro rappresentanti nei gruppi consiliari, possono avere una funzione ed una sola ragion d’essere se riescono a rendersi utili a creare opportunità e benessere per tutti. Se non ci sarà questo non scervelliamoci perché il già visto, appunto lo abbiamo visto e pertanto non è il caso né di agitarci e né di perdere il sonno. Auguri di buon 2015. Auguri di buon lavoro ai neoassessori Fulvio Spertini e Francesco D’Elia. FC

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