IL PARADOSSO DI SANDRO BARTOLOMEO

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Sandro Bartolomeo ha rassegnato le dimissioni da Sindaco di Formia e non era obbligato a partecipare all’ultima riunione dei Sindaci di Ato 4 (parte pubblica di Acqualatina), ma è andato lo stesso a rappresentare il Comune di Formia. Nella conferenza dei Sindaci ha spiegato come abbia subito un paradosso: la crisi di questa estate si è ripercossa su uno dei pochi Sindaci (assieme a quello di Ventotene) che ha contrastato le politiche e la gestione di Acqualatina. Mentre altri Sindaci sbraitavano chiedendo di prendere acqua anche su Marte o in Congo, Bartolomeo opportunamente messo in guardia sui dissalatori (e molto prima delle manifestazioni di protesta di fine Agosto) ne ha impedito l’installazione e ha obbligato Acqualatina a realizzare il primo pozzo all’Acervara. Le proteste per la mancanza dell’acqua si sarebbero comunque indirizzate anche contro il Comune ma due vistosi errori di comunicazione, come la foto con Cima (della bevuta) e la vicenda dei blocchi stradali, hanno consegnato il Sindaco agli strali del popolo (con annessi arruffapopolo). Anche i parroci, hanno parlato di inettitudine delle Istituzioni (quali? il Comune? la Regione?), ma sono state frasi di circostanza alla “tutta un’erba un fascio”, senza distinzione delle responsabilità ma soprattutto senza sapere come stessero veramente le cose. Siamo dentro una tenaglia, da un lato la siccità e il disservizio (con annesse dispersioni fisiche ed amministrative), dall’altro la necessità di liquidare Acqualatina che però resta il Gestore, almeno nella fase di transizione.
Sandro Bartolomeo nel 2007 evitò che il Comune di Formia s’incaprettasse col mutuo della Depfa Bank. Nello stesso anno il Consiglio Comunale approvò la delibera 109 del 26 11 2007 (Pino Simeone e company all’epoca votarono contro) con cui furono messi in discussione gli atti di consegna della gestione idrica con relativi impianti ad Acqualatina. Quella delibera chiedeva anche la restituzione degli impianti ma fu poi bloccata da Armando Cusani allora Presidente di Ato 4. Nessuno dei Democratici di Sinistra e poi del PD, ha mai fatto parte del Consiglio di Amministrazione di Acqualatina (e né della Presidenza). Personaggi di Forza Italia, in primis il Senatore Claudio Fazzone, presero indennità di svariate centinaia di migliaia di euro. Questa è la verità dei fatti.
Tra poco arriverà il 17 Dicembre e l’alibi “Bartolomeo” non ci sarà più, per tutti, per quelli che agitavano i cartelli “io sto con Sandro” ma poi hanno abbandonato la nave schermandosi dietro presunti “nobilissimi fini”, per coloro che dall’esterno, ad ogni spron battuto, avevano le soluzioni migliori, per quelli che promettevano e promettono di far vivere Formia (che, facendo le corna, non è per niente morta), per i “grilli parlanti” (non riferito ai seguaci di Grillo) che non si sono mai misurati con la fatica bestia della politica (soprattutto se controcorrente), per coloro i quali erano d’accordo quando venivano beneficiati ed insigniti ma poi divenivano acutissimi critici quando non lo erano più. Ebbene ognuno dovrà fare i conti con sè stesso, e dovrà convincere per governare la città. Al netto degli attacchi degli sfasciacarrozze, che dipingono Bartolomeo come il peggiore Sindaco, se Formia non s’è “incaprettata” con l’infernale marchingengno di Acqualatina e Defpa Bank, lo si deve a lui e a chi lo ha sostenuto. FC

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