Fu un “golpe” contro la Democrazia e la speranza di cambiamento degli italiani, fu un atto di guerra contro le forze democratiche che colpì i due uomini più lungimiranti della Repubblica Italiana. Di quà riuscirono ad assassinare Moro, di là, in Bulgaria, tentarono di far fuori Berlinguer (incidente col camion) ma l’assassinio di Moro interruppe tragicamente l’evoluzione dell’Italia in una democrazia compiuta. Si negò al Paese l’alternanza di governo tra DC e PCI!
Quando rapirono Aldo Moro mi trovavo a Roma in Via Piave dove ho abitato da studente universitario. Ero in compagnia di Luciano Lillaz un compagno di Aosta con un passato di vecchio partigiano. Roma era deserta come se ci fosse una sorta di coprifuoco. Intanto tra gli studenti formiani che erano a Roma corse il frenetico tam tam delle famiglie: non uscite di casa! Raggiungemmo la sezione Macao del PCI che era vicino alla stazione Termini per avere notizie e soprattutto per capire cosa dovevamo fare. La Direzione Nazionale del PCI ed Enrico Berlinguer decisero di dar vita a manifestazioni unitarie delle forze democratiche ed antifasciste. La DC, in particolar modo la parte più progressista e democratica, era sotto botta, il Paese confuso e spaventato attendeva un segnale rassicurante. Occorreva reagire. Anche a Formia si decide di organizzare una manifestazione unitaria, compresi i democristiani. Pensare di dover andare in corteo con “sciabba” ed altri “democristi” di cui non avevamo la benchè minima stima era assai dura. Eppure il PCI indicava questo. C’erano i teorici del “Nè con lo Stato e nè con le BR” . Alla vigilia s’era saputo che “gli operai della SIP avrebbero sfilato col drappello alternativo. In realtà erano solo in due, Aldo Cannavale ed Enrico Scotti che assieme a Pasquale Gionta ed Enrico Paone seguivano il nostro corteo al grido di “Democrazia Cristiana 30 anni di potere ci hai regalato mafia, bombe e trame nere”. Maurizio Stammati e Mimmo Zampigli cantavano in coro verso di noi: “il compromesso si fa così stretti stretti con la DC”. Peppe Cannavale litigava con gli altri fratelli, Tonino e Olindo che erano in corteo con noi. Ma bisognava star lì, fermi a difesa dello Stato Democratico anche se pezzi di quello stesso Stato avevano abbondantemente partecipato a quelle trame. Lì passò il discrimine tra Democrazia ed Eversione.FC
Guardate questo video:

You must be logged in to post a comment Login