LUNEDI’ 12 OTTOBRE ALLE ORE 17.30 AL CIRCOLO “PIANCASTELLI – DIANA”

s janni 60

s janni 85

Lunedì 12 Ottobre 2015, alle ore 17,30, presso la sede del Partito Democratico “Piancastelli – Diana” di via San Lorenzo 10 si terrà un incontro sul Piano Regolatore Generale. Iscritti e simpatizzanti sono invitati a partecipare. L’iniziativa è promossa dal Coordinamento Cittadino e dai tre circoli territoriali.

Nel 1961 Formia raggiungeva i 20.528 abitanti. Con l’esaurimento del ciclo industriale (D’Agostino – Salid – Pastifici) ci fu un’impetuosa crescita dell’edilizia che nel ventennio 1970 – 1990, portò alla nascita dei nuovi quartieri di San Giulio-San Pietro e Gianola. Fu solo nel 1980, con un intervento commissariale della Regione Lazio, che Formia fu dotata di un Piano Regolatore Generale. Quel piano, a distanza di 35 anni, è ancora vigente. Negli anni ’70 ed ’80 e nella metà dei ’90, anche sotto la spinta dei condoni edilizi del 1983 e del 1993 fu l’edilizia a trainare l’economia non senza creare profondi squilibri tra il costruito ed i servizi che restavano gravemente deficitari. Il suolo, in un territorio al 73% caratterizzato di colline e montagne su complessivi 74,17 km2, fu consumato senza risparmio. Fenomeni speculativi ci hanno consegnato quartieri congesti, privi di servizi e di adeguata viabilità con un’intensa edificazione sulla fascia costiera che da sempre rappresentava l’elemento di maggior pregio della città (30% del territorio).

IMG-20151005-WA0000

Dalla fine degli anni ’50 la città iniziò a crescere a ritmi vertiginosi. Dal 1961 al 1971 ci fu un incremento del 16,1 % e la città raggiunse i 23.827 abitanti. Nel 1981 l’incremento segnò + 27,6 % e si raggiunsero i 30.399 abitanti. In 10 anni Formia era cresciuta di 7000 nuovi residenti. Nel 1991 l’incremento fu ancora del 15% arrivando ai 34.957 abitanti. Era il segno di una città economicamente e socialmente attrattiva che favorì una migrazione interna soprattutto dalla vicina Campania. Quali furono i cambiamenti e le conseguenze di quella crescita impetuosa e come cambiò la città sotto il profilo economico, sociale, culturale e civico non è dato sapere. E’ interessante conoscere uno studio realizzato recentemente da alcuni ricercatori di “Banca Italia” relativamente ai cambiamenti avvenuti nel nostro territorio nel 1927 quando si passò dalla provincia di Caserta (“Terra di Lavoro” – Campania) a quella di Latina (Regione Lazio). Il confine della Regione Lazio fu spostato 40 km. a sud, fino al fiume Garigliano (vedi note aggiuntive finali alla chiamata 1). Fenomeni migratori e cambio di amministrazione regionale incidono fortemente sulle caratteristiche del territorio e della popolazione. Fu proprio tra gli anni ’70 e il primo quinquennio degli anni 2000 che l’edilizia raggiunse il massimo d’espansione. D’altra parte, come già detto, ci furono ben tre condoni edilizi (1983 – 1993 – 2003) che alimentarono l’edilizia producendo anche abusivismo e speculazione edilizia con notevole consumo di suolo. Si giunse così dai 20.528 abitanti del 1961 ai 34.895 del 2001. In 40 anni la popolazione residente è quasi raddoppiata. Nel 2011 siamo arrivati a poco più di 38 mila abitanti. Negli ultimi anni l’incremento è finito tant’è che nel 2014, per la prima volta nella storia della città, c’è stato un decremento. I dati si riferiscono alla natimortalità (saldo nascite e morti) e al saldo immigrazione – emigrazione. Secondo le previsioni del Prof. Nicola Accocella, che ha curato la relazione socio-economica del nuovo PRG, nel 2025 la città di Formia dovrebbe avere poco più di 38 mila abitanti.

You must be logged in to post a comment Login