PEDEMONTANA 3

Da monte Campese a Balzorile: tra strade, case esistenti e terreni coltivati, in attesa del piano particolareggiato. All’uscita dalla galleria denominata Acqualonga, sotto monte Campese, procedendo sempre da est verso ovest, si accede alla zona alta del percorso della nuova strada. In questo tratto essa descrive una curva di grande raggio all’interno del comprensorio edificabile di PRG denominato “Piana”, sviluppandosi con importanti opere d’arte tra le case e il reticolo di strade esistenti. Il nuovo tracciato di pedemontana, rispetto a quello previsto dal PRG, è “più basso”. Quello previsto dallo strumento urbanistico corre sul confine del comprensorio edificabile, in alto sotto Maranola; l’attuale è tutto interno, tagliando il comprensorio a metà circa.

Questo costituisce un problema sia perché gli indennizzi per gli espropri dovranno essere adeguati alla destinazione edificabile del suolo e sia perché la politica, che si accinge a dare l’incarico per la redazione del piano particolareggiato, dovrà comunque tenere conto del tracciato stradale e delle sue fasce di rispetto (almeno 10 metri da ogni lato della strada).Nel tratto in questione sono previsti tre viadotti, uno lungo 385 m. denominato Piana e l’altro, lungo circa 80 m., denominato Balzorile e un terzo di 130 metri denominato Acqualonga. Non deve essere stato facile per i progettisti ritagliare gli spazi per far passare la strada tra le costruzioni esistenti. Infatti, per alcune di esse è prevista la demolizione, mentre altre vengono isolate dalla strada con gallerie artificiali. Anche l’incrocio con la fitta rete viaria minore ha richiesto, in alcuni casi, la riprofilatura della viabilità esistente e la modifica dell’accessibilità alle abitazioni.

Dei 7,7 km di percorso complessivo della nuova strada questo è l’unico tratto in cui, tramite il previsto allargamento delle corsie, sarà possibile effettuare manovre di sorpasso, in particolare per superare i mezzi pesanti rallentati dalla salita alle quote collinari. La zona di via Piana è indubbiamente quella in cui la nuova strada incide di più sul territorio. L’attuale aspetto è destinato a mutare per il passaggio (probabilmente obbligato) dei mezzi pesanti tolti dall’asse litoraneo. Non sarà solo l’impatto visivo a cambiare il paesaggio, ma soprattutto risulterà modificato il contesto ambientale di tipo collinare semi estensivo, fatto di relativa quiete e di discreta qualità dell’aria.

La zona di via Piana è indubbiamente quella in cui la nuova strada incide di più sul territorio. L’attuale aspetto è destinato a mutare per il passaggio (probabilmente obbligato) dei mezzi pesanti tolti dall’asse litoraneo. Non sarà solo l’impatto visivo a cambiare il paesaggio, ma soprattutto risulterà modificato il contesto ambientale di tipo collinare semi estensivo, fatto di relativa quiete e di discreta qualità dell’aria. Ciò non vuole costituire un giudizio di valore sulla nuova strada, le cui criticità sono ben altre e che saranno oggetto di considerazioni conclusive, ma rappresenta l’esternazione di chi non guarda solo alla carreggiata, ma allarga lo sguardo a vedere cosa c’è intorno. Superata poi la zona di Balzorile, la nuova strada entra in una galleria per scendere verso l’Appia, all’altezza della tomba di Cicerone. Ma di questo parleremo nel prossimo articolo.

via Piana – progetto pedemontana PRG Rossi

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